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Un ulteriore passo in avanti verso il consolidamento commerciale mondiale, per Cantine Siciliane Riunite

Un ulteriore passo in avanti verso il consolidamento commerciale mondiale, per Cantine Siciliane Riunite, che nei giorni scorsi ha presenziato alla Wahaha Exhibition, fiera dei prodotti importati dall’Europa, organizzata ad Hangzhou dall’omonimo gruppo in occasione delle celebrazioni per il suo 25° anniversario dalla fondazione. Accolti dai rappresentanti del più importante gruppo cinese di food and beverage e dal suo stesso fondatore, Mr Zhong, Enzo Ingraldi amministratore delegato Csr, Giuseppe Marino, responsabile commerciale e Antonella Lusseri, responsabile della comunicazione, hanno portato il più buon sapore della Sicilia in Oriente, dove si sta aprendo un vasto mercato sempre più incuriosito da tendenze e abitudini occidentali, anche a tavola. E non è un caso che tra i vari vini degustati dai numerosi distributori, giunti dalle diverse province delle Cina in

fiera, è il Nero D’Avola il vino preferito. Una conferma della forza e dell’appeal che il vitigno

autoctono ha come elemento identitario della Sicilia. “Per Csr questa esperienza significa la concretizzazione di quei rapporti commerciali avviati già un anno fa quando abbiamo accolto i cinesi in Sicilia con un interessante tour delle nostre realtà vitivinicole e dei vigneti. – afferma Ingraldi – L’iniziativa organizzata dall’Ice di Palermo e di Pechino, oggi ha portato continuità e risultati, espressione della validità dei progetti quando vengono fatti seriamente”. Per il vino siciliano, insomma, si profila un orizzonte ampio dove improvvisare è impossibile ed ogni passo va valutato con grande attenzione perchè i numeri della Cina non si trovano in nessuna altra parte del mondo. Oggi sono la Francia e la Spagna ad avere una sorta di monopolio del mercato. Con quest’ultima in particolare la Wahaha ha già stilato un protocollo specifico per la commercializzazione del vino. È un fronte aperto per Csr che potrebbe essere la prima a piazzare il vino siciliano nella grande distribuzione cinese. Csr che raggruppa 10 cantine sociali e una privata, nasce quattro anni fa nella logica di conquistare i mercati esteri con la qualità e la competitività dei prezzi, cosa possibile grazie all’interazione e alla collaborazione delle cantine sociali che lavorando insieme ammortizzano i costi e garantiscono prodotti di mercato a buon prezzo. Csr, presieduto da Enzo Lombardo, è cresciuto insieme alle sue potenzialità e ai contatti internazionali che stanno permettendo di far apprezzare una delle eccellenze produttive della Sicilia in tutto il mondo. I vini a marchio Csr infatti sono già presenti nei paesi dell’est Europa all’interno dei circuiti di Gdo, in America, in Albania e in Russia. Un progetto

che dalla sua fondazione ad oggi ha già consentito di commercializzare 5 milioni bottiglie di vino e che si è andato man mano perfezionando grazie all’impegno di tutti i partners e degli uomini che hanno creduto in questa sfida. Fondamentale, infatti, è stato il contributo e la presenza che ogni azienda ha messo a disposizione dell’idea iniziale. Di recente, infatti, è stata allestita una propria catena d’imbottigliamento presso la cantina sociale S. Francesco, struttura produttiva a confine tra Mazara e Marsala che si differenzia per la logica imprenditoriale adottata e per il fatto che a presiederla sia una donna. “Il settore enologico è storicamente costituito da figure professionali maschili ma questo non ha mai rappresentato un problema se alla base c’è una sana passione per la terra e l’ambizione di vedere il vino siciliano primo al mondo”. Per Silvia Montalto, l’esperienza Csr è stata inevitabile e ha rappresentato l’occasione per molte cantine sociali di sopravvivere ad una crisi devastante. “Spesso si fanno i conti con le tradizioni ma ci vuole anche coraggio nelle scelte più innovative. Oggi possiamo dire che scommettere su questa operazione congiunta di commercializzazione dei vini all’estero è stata vincente anche se ancora c’è tanto da lavorare”.

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