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Natura, passione e … Gorghi Tondi

Condividere i percorsi e scoprirsi a vicenda, anche quando le cose ci appaiono scontate. Ritrovare una vecchia conoscenza immersa nel suo mondo lavorativo è stata una piacevolissima esperienza di condivisione di una passione, quella per il vino, che ha visto la cantina Gorghi Tondi location di questo momento. Salvatore Lamia, storico agronomo della cantina, accompagna il gruppo nella scoperta di un piccolo gioiello di perfezione tecnica e strutturale, immerso nel cuore di una delle più belle riserve della Sicilia, la Riserva Naturale Integrale del “Lago Preola e Gorghi Tondi”. Una spiegazione essenziale, la sua, del procedimento di lavorazione delle uve e di produzione del vino per assicurare anche ai meno competenti di comprendere. Il nostro tour comincia dall’esterno per ammirare le distese di ettari di vigneto che guardano il mare e procede per la cantina e la bottaia, fino a terminare al momento clou della degustazione. In ogni bottiglia ritroviamo la meraviglia della natura intorno, con vini dai profumi sorprendenti e dal gusto tutto siciliano. Babbio, Palmares, Midor, Rajh, Segreante sono le etichette degustate che hanno arricchito il nostro incontro fatto di confronto e curiosità, terminato con il principe dei passiti: Grillodoro. Un prodotto che nasce dall’attenzione primordiale dell’uomo verso la vigna, in tutte le sue fasi di produzioni. Senza alcun dubbio, Gorghi Tondi è Sicilia in tutta la sua essenza.

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PANTELLERIA: IL CONSORZIO DELLA DOC LANCIA IL FESTIVAL DELL’AGRICOLTURA EROICA

Dici Pantelleria e pensi subito al Passito, al mare, alla natura vulcanica che regala scenari unici nel cuore del Mediterraneo, saune naturali e fanghi termali, un vero e proprio tuffo nel paradiso del benessere. Difficile da capire per chi non la visita. L’isola siciliana collocata a metà tra l’Italia e la costa nordafricana mantiene tutte le affascinanti contraddizioni del suo essere punto di approdo di diverse culture, che rappresentano gli elementi tipici della cultura pantesca. Un’isola di terra che vede nell’agricoltura il suo principale canale economico; si tratta di una tradizione agricola capace di sfidare le intemperie del vento che soffia sempre fortissimo, del caldo sole del sud, della brezza marina e dell’impervietà dei terreni a terrazzamenti, tipici della montagna. È un’agricoltura eroica quella di Pantelleria, tramandata per generazioni, che vede la sua forza nella passione degli uomini che curano ogni pianta chinati sui campi, dove spesso usare attrezzi agricoli o qualsiasi altro supporto è impossibile. Questa vocazione umana, per la prima volta al mondo, ha visto il riconoscimento della vite ad alberello, patrimonio dell’umanità dell’Unesco. L’incoronazione avvenuta a Parigi nel 2014 ha alimentato nella perla nera del Mediterraneo, quel flusso di visitatori pronti ad accettare l’idea di una vacanza fuori gli schemi, senza programmi, dove l’itinerario va costruito ora dopo ora lasciando, che la rigogliosa natura, dove spiccano piante e fiori di cappero, sia la migliore guida.  Per celebrare un dono così grande e consentire la scoperta di un percorso fatto di natura, storia, tipicità, in cui spicca un altrettanto ricco patrimonio enogastromico il Consorzio Doc Pantelleria, che  in poco meno di sei anni ha raggruppato il grosso della vitivinicoltura pantesca, circa l’85%, lancia il suo primo evento che coinvolgerà tutta l’isola. Dal 31 agosto al 9 settembre, il ricco programma di “Pantelleria Doc Festival” intende promuovere storie e tradizioni di un’isola dalle mille sfaccettature, e lo fa nel momento cruciale della vendemmia, al fine di assaporare l’essenza dei prodotti a partire dalla terra. Il collegamento con l’isola sarà garantito dalla Danish Air Trasport che garantirà i collegamenti da Palermo, Trapani e Catania con le tratte regionali.

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Bere e conoscere: lezione di vino da Ciacco Pop Up

Una serata che ha uno stile diverso e rompe gli schemi con la quotidianità: il giovedì a Marsala, l’appuntamento settimanale è da Ciacco Pop Up, il temporary store che offre alle aziende una vetrina per presentare i propri prodotti e accompagna i curiosi a conoscere i vini attraverso la modalità del fai da te, con l’erogatore automatico di vino, che propone una scelta di tre dimensione di calice ed espone nella vetrina 4­­+4 tipologie di vino. La degustazione si arricchisce di formazione e la sala diventa un luogo di parole, un libro umano tutto da ascoltare e fare proprio. Due ore scorrono velocissime e la piccola improvvisata comitiva saluta portando via, di certo, qualche conoscenza in più sul vino.

E’ di certo un elemento di novità. All’interno del suggestivo locale padroneggiano i tufi degli antichi muri, recuperati scavando gli strati dei precedenti lavori di ristrutturazione. Allo stesso modo, il titolare, Francesco, scava nelle tradizioni e nella storia della Sicilia che è caratterizzata dall’accoglienza; allo stesso modo Ciacco Pop Up vuole accogliere tutti i prodotti enologici e offrire un vero e proprio percorso di conoscenza.

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Un rubino nel piatto … i gioielli di chef Sammartano a Le Caserie

E’ sempre più tendenza la cena al ristorante per compiere un’esperienza culinaria completa. Non più, quindi, solo un piacere per il palato, degustando cibi di qualità ma anche conoscenza e sperimentazione … e perché no, anche qualche curiosità storica, legata agli stili del passato. È tutto quello che oggi si può trovare nella locanda di Charme Le Caserie, dove lo chef Nicola e il direttore Giovanni sono pronti ad accompagnare i loro ospiti alla scoperta dei sapori locali della tradizione siciliana. E non è improbabile fare incontri che firmano la serata con un appeal insolito. Nell’angolo della sala ristorante si trova un tavolo in legno, diverso dagli altri: è una scelta non casuale, voluta per creare una dimensione adeguata al momento; che si tratti di personalità importanti o di chiacchiere fra amici, accompagnate dai tradizionali biscotti secchi e da una selezione di  vini liquorosi, poco importa; quel tavolo è li per ospitare chi vuole qualcosa che va oltre l’eccellenza culinaria. È così che incontriamo il maestro Giorgio Nardelli, a Marsala per il corso organizzato dalla federazione italiana cuochi. È lui il protagonista di una tre giorni di full immersion dedicata a scoprire tecniche e innovazioni che in cucina fanno la differenza.  Mentre ci parla delle sue impressioni riguardo l’evoluzione della cucina siciliana, a fornire consigli sul vino è il giovanissimo direttore di sala, Pietro Agate, uno dei migliore maitre della provincia, che vanta esperienze professionali all’estero presso rinomate strutture di ristorazione e fra i più prestigiosi contesti enologici. Chef Nardelli parla, soprattutto, in merito alle nuove generazioni che si dedicano alla ristorazione, consapevoli di avere una marcia in più, garantita dal ricco patrimonio agroalimentare locale. Lui traccia la strada che ognuno sceglierà di compiere col proprio passo, e fornisce novità sulle tendenze che si focalizzano sulla creatività delle proposte che vanno ad arricchire il panorama della food art.

E fra tradizioni e tendenze lo staff delle Caserie ha sdoganato la cena fuori orario, assecondando le esigenze che la quotidianità comporta nel massimo rispetto sempre dei professionisti della ristorazione che animano la cucina costantemente, al seguito delle idee dell’excutive chef Nicola. Una brigata professionale e attenta che cura i dettagli nelle tecniche di cucina degli alimenti, rispettando sapori e consistenza. Una meticolosità che trova il suo pieno trionfo nella seppia in tre cotture, marinata, stufata e grigliata, che coniuga la naturalezza del suo nero con le perle di uova di ricci. L’essenza dei sapori resta il centro di attenzione di ogni portata. La locanda di Charme diventa sempre più spesso luogo di formazione e di confronto che ospita importanti appuntamenti come quello con l’accademia della cucina italiana, che ha portato il rintocco della campana in segno di approvazione per la consegna della tre “T”: territorio, tradizione, tecnica di trasformazione. Lo stemma di garanzia è una marcia a sperimentare con i sapori del territorio che incontrano la creatività dello chef dando vita ad un’originalità inconsueta. L’ispirazione parte da un sogno, da un ricordo, dalla storia o da un colore, come il rosso celebrato con lo “scampo rubino” immerso nella salsa Marsala Heritage e in una corona di melograno. Ogni piatto servito è il risultato di un laboratorio diretto dallo chef Nicola che puntualmente lo racconta ai suoi ospiti trasmettendo quell’entusiasmo inesauribile che firma la composizione dei sapori nei suoi piatti.

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Cappuccino da mangiare

Lo stile rompe le righe con la tradizione ma non la mette da parte, un loft colorato dalla vivacità dei cibi e dalla varietà delle etichette di vino esposte a parete. La garanzia delle qualità è il cognome dei fratelli Campo, dediti al trattamento delle carni rispettandone ogni peculiarità, secondo tradizioni locali. Ma il menù non ignora le esigenze di vegani o vegetariani e fra gli assortiti le portate tutte a base di prodotti locali, c’è il cappuccino di burrata con schiuma al basilico, sorprendente preparazione dal gusto delicato non da bere ma da mangiare!!!

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Tra bere e mangiare, di mezzo uomini e terra

Una boutique delle eccellenze del gusto, siciliane e non. Questa è Expò Food&Wine, la vetrina dell’enogastronomia che ha visto la sua quarta edizione ospitata nello straordinario giardino di Radicepura a Giarre, in Sicilia, un parco verde in cui è possibile ammirare ogni tipo di vegetazione. Due giorni di celebrazione delle tradizioni culinarie siciliane attraverso i cooking show che hanno visto protagonisti i più noti chef dell’isola e l’associazione nazionale cuoche a domicilio, originale realtà presieduta da Maria Elena Curzio che ha lo scopo di tenere in vita e divulgare la tradizione regionale culinaria. Allo stesso tempo, non si dimenticano le tendenze e le esigenze di tutti i consumatori e in questa edizione grande curiosità ha suscitato il mondo del gluten free, rappresentato e spiegato dall’associazione italiana celiachia, non solo come un tema di tendenza ma capace di  si coniugarsi al rispetto dei sapori e della tradizione.

Il Salone internazionale dell’enogastronomia, unico appuntamento siciliano come vetrina delle produzioni territoriali, è stato animato anche da incontri, dibattiti, master class che hanno illustrato le più innovate tendenze del settore; non sono mancati gli incontri commerciali per promuovere il business anche a livello internazionale. Presente, a tal proposito, la delegazione argentina e i rappresentanti della piattaforma commerciale web che fa base in Inghilterra. Ovviamente, a far da padrone le impaccabili produzioni siciliani portatrici di bontà e di storie diverse, tutte interessanti seppur diverse fra loro; che parlano di giovani donne imprenditrici che propongono gustosissimi pomodorini essiccati e non disidrati, presentati in vaschette da frigo, capaci di mantenere tutta la loro essenza oppure del rispetto della tradizione del cioccolato di Modica, curato anche nella sua presentazione; le birre artigianali, poi, i prodotti di tonnara e di montagna, l’integrità della pasta lavorata e realizzata come un tempo.

Alessandra Ambra, general founder di tutto il progetto, ha parlato di un’edizione rinnovata, moderna, non un semplice evento fieristico ma un format che presenta il cibo a tutto tondo, nella completezza della sua filiera e che non dimentica il racconto. Perché il cibo è conoscenza e la presenza di Anna Martano, direttrice artistica, nonché fondatrice dell’accademia di gastronomia e gastrosofia, ha dato un contorno narrativo che ha reso speciale l’evento. Parole e sapori è un rapporto che funziona benissimo e che si colloca nel cuore di quelle sinergie collaborative  con gli allievi dell’istituto alberghiero di Giarre, con i produttori, con i giornalisti che rendono Expò Food&Wine esperienza completa.

http://https://www.youtube.com/watch?v=ZpUZUB7O7R4