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La Sicilia della nocciola

Per avere contezza del terzo posto siciliano, a livello nazionale, nella produzione di nocciole dobbiamo muoverci nella zona dei Nebrodi in provincia di Messina, passando per Tortorici. A partire da un livello di 700 mt dal mare, il noccioleto si allarga come coltura principale e diventa prodotto tipico di qualità. Parte la scommessa fra i produttori del luogo e, soprattutto, per quelle nuove generazioni costrette a scegliere se portare avanti l’azienda di famiglia o seguire tendenza più moderne. C’è chi ha scelto entrambi, aggiungendo quell’elemento che fa sempre la differenza: il tocco femminile. A Carla piace vedersi come il frutto del nocciolo; la crisi agricola non ha di certo messo in crisi lei e la sorella che, prendendo in mano la conduzione dell’azienda, hanno deciso di chiudere la filiera arrivando al consumatore finale con un prodotto completo. E a coronare questa sfida è stato l’incontro con un’altra fautrice delle tradizioni siciliane: Isabella Catalano, lei si occupa della parte dolce, ed è pastry chef de La Bottega Reale di Tortorici, che realizza una linea di prodotti in cui le nocciole dei monti dei Nebrodi sono l’ingrediente principale. Scopriamo così la Sicilia della nocciola, prediletta da un pubblico di nicchia che sa e conosce le peculiarità di un prodotto che nella sinergia di questa esperienza viene arricchito da quella passione al femminile che rappresenta un vero e proprio marchio di qualità.

Pesce spada al vapore

A tavola senza pagelle … con i ristoratori di domani

Si dice che la migliore esperienza è quella che viene dalla strada, per non parlare di quella che viene invece da dietro i fornelli, nelle cucine dei ristoranti e in sala, a contatto con i clienti. Quale migliore formazione per i ristoratori di domani? L’Istituto Abele Damiani di Marsala spicca per questa particolare predisposizione alla pratica; volontà del dirigente scolastico Domenico Pocorobba e del corpo docenti che negli ultimi anni ha spinto gli studenti ad importanti confronti al di fuori delle aule scolastiche. Non solo. Da qualche tempo va avanti quello che è stato un esperimento ben riuscito: il ristorante didattico della scuola, animato dagli studenti sotto l’attenta regia di chef Paolo Austero e i suoi collaboratori. La proposta di menù è una valorizzazione della tradizione gastronomica siciliana, con ingredienti naturali del territorio e prodotti che nascono dai campi della scuola “podere Badia”: vino e olio fra tutti. Il progetto può essere considerato un gioco di creatività con i grani antichi, con gli ortaggi di stagione, con il pescato locale; aperto a tutti, su prenotazione tramite l’infopoint della scuola, permette di calarsi in una originale realtà culinaria…senza giudizi!

 

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PANTELLERIA: IL CONSORZIO DELLA DOC LANCIA IL FESTIVAL DELL’AGRICOLTURA EROICA

Dici Pantelleria e pensi subito al Passito, al mare, alla natura vulcanica che regala scenari unici nel cuore del Mediterraneo, saune naturali e fanghi termali, un vero e proprio tuffo nel paradiso del benessere. Difficile da capire per chi non la visita. L’isola siciliana collocata a metà tra l’Italia e la costa nordafricana mantiene tutte le affascinanti contraddizioni del suo essere punto di approdo di diverse culture, che rappresentano gli elementi tipici della cultura pantesca. Un’isola di terra che vede nell’agricoltura il suo principale canale economico; si tratta di una tradizione agricola capace di sfidare le intemperie del vento che soffia sempre fortissimo, del caldo sole del sud, della brezza marina e dell’impervietà dei terreni a terrazzamenti, tipici della montagna. È un’agricoltura eroica quella di Pantelleria, tramandata per generazioni, che vede la sua forza nella passione degli uomini che curano ogni pianta chinati sui campi, dove spesso usare attrezzi agricoli o qualsiasi altro supporto è impossibile. Questa vocazione umana, per la prima volta al mondo, ha visto il riconoscimento della vite ad alberello, patrimonio dell’umanità dell’Unesco. L’incoronazione avvenuta a Parigi nel 2014 ha alimentato nella perla nera del Mediterraneo, quel flusso di visitatori pronti ad accettare l’idea di una vacanza fuori gli schemi, senza programmi, dove l’itinerario va costruito ora dopo ora lasciando, che la rigogliosa natura, dove spiccano piante e fiori di cappero, sia la migliore guida.  Per celebrare un dono così grande e consentire la scoperta di un percorso fatto di natura, storia, tipicità, in cui spicca un altrettanto ricco patrimonio enogastromico il Consorzio Doc Pantelleria, che  in poco meno di sei anni ha raggruppato il grosso della vitivinicoltura pantesca, circa l’85%, lancia il suo primo evento che coinvolgerà tutta l’isola. Dal 31 agosto al 9 settembre, il ricco programma di “Pantelleria Doc Festival” intende promuovere storie e tradizioni di un’isola dalle mille sfaccettature, e lo fa nel momento cruciale della vendemmia, al fine di assaporare l’essenza dei prodotti a partire dalla terra. Il collegamento con l’isola sarà garantito dalla Danish Air Trasport che garantirà i collegamenti da Palermo, Trapani e Catania con le tratte regionali.

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Sapori e charme, in un tempo sospeso

L’esperienza culinaria diventa un viaggio inebriante di ricordi, storie, curiosità perché vengono raccontante da uno chef che accompagna i propri ospiti alla scoperta dei sapori tipici della nostra terra, arricchita dalle sue avventure di vita. Nicola Sammartano è tornato ad operare nella sua città di origine, Marsala, portando con sé tutte le competenze che ha acquisito lavorando nelle brigate degli chef più importanti d’Italia, catturando i segreti delle rinomate cucine stellate della Michelin, preparando portate per i vip e per grandi occasioni.

Insieme al socio Giovanni Maggio, hanno definito il ristorante una locanda di charme, azzardando un accostamento di concetti molto lontani; ma basta scendere i primi scalini, poco al di sotto della strada di via Fardella, che il luogo che ci accoglie giustifica termini e apre al mondo della ristorazione siciliana completo di storia, eleganza e di servizi di qualità. Le Caserie fa rivivere l’atmosfera antica di Palazzo Frisella, proprietà di un ricco commerciante di fine ottocento, proponendo le location nell’uso a cui erano originariamente destinate. E’ qui che la servitù della ricca famiglia consumava e trascorreva le serate bevendo quel vino, ancora sconosciuto, che poi divenne il simbolo della città. I due ambienti recuperati con minuziosi accorgimenti stilistici, fra un rustico ricercato e un moderno ovattato, si accompagnano ad una suggestiva illuminazione, per creare un’atmosfera che porta indietro nel tempo.

Agli ospiti va la possibilità di scelta di accomodarsi nella sala ristorante o nella sala osteria, per gustare un pranzo completo accompagnato dai vini di produzione locale o affidarsi alla fantasia dello chef, per degustare più portate da condividere in compagnia.

A Le Caserie è l’originalità a fare la differenza. Non c’è un singolo elemento che non sia stato scelto per volontà dei gestori o riproposto adattandolo all’ambiente. Allo stesso modo, il menù è una creazione esclusiva di piatti che portano la firma di Nicola Sammartano, arricchiti dalla sua voglia di scoperta e sperimentazione continua che hanno evoluto la tradizionale cucina siciliana ad un narcisismo visivo che appaga anche la vista. Ma la straordinarietà dei sapori è dettata, anche, dall’accuratezza della preparazione dei cibi e dalla loro cottura. Spingendosi oltre il regno dei fornelli, si trovano pentole e arnesi espressamente ricercati per adeguate tecniche di cucina.

Non c’è niente di casuale in un ambiente che risveglia un angolo della vecchia Marsala e ne esalta l’antica struttura. Questo è quello che si può ammirare all’interno della corte e salendo le scale che portano alle raffinate camere destinate ad ospitare i visitatori della città o chiunque voglia godere di una serata all’aperto, ammirando i tetti del centro storico. Le Caserie è un progetto che nasce dalla voglia di rivivere gli antichi stili di vita, di tornare alle loro abitudini e ai loro gusti, soprattutto di offrire a tutti un percorso di gusto sano e completo, che esalta tradizioni e sposa tendenze.

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Marettimo Jazz Festival, 3° edizione

Tre giorni di musica e grande spettacolo jazz. L’iniziativa, che si realizza con il patrocinio del Comune di Favignana-Isole Egadi e dell’Area Marina Protetta e il sostegno dell’Associazione CSRT “Marettimo”, si avvale della direzione artistica di Alberto Anguzza.

Si comincia oggi alle 17 con Hiera Dixie Project Street Band (che si esibiranno alla stessa ora anche domani e dopodomani), mentre alle 21 suoneranno i Mood Softly. Venerdì 8, sempre alle 21, si esibirà Nicolo Giammarinaro con la sua band. Sabato 9 alle 21.30 sarà la volta di Francesco Buzzurro e del suo gruppo, mentre a seguire toccherà alla Pepor’s Band di Peppe Porcelli.

L’evento avrà un’ulteriore appendice giorno 10, ossia un appuntamento con l’Alba a “Case Romane con la musica di Vincenzo Toscano e il trio “Animeincanto”. L’appuntamento è alle ore 6:30 con Simona Guaiana, soprano; Rosalia Catalano al flauto e Vincenzo Toscano al violoncello. Intanto sarà presentato la sera del 9, alle ore 21,30, in apertura dell’ultima serata del Marettimo Jazz Festival, il video di Emilio Orofino e Milena Catalano dal titolo Hiera.

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Brancaccio, sede dell’industria 4.0

Riprendendo le linee guida ministeriali sull’industria 4.0, la quarta rivoluzione siciliana parte dall’aggregazione, dall’innovazione e dalla riqualificazione. Alla presenza del vice ministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova e del sottosegretario alla salute, Davide Faraone, è stata inaugurato P.R.I.M.S., il Polo Rete Industriale Meccatronica Sicilia. Un’aggregazione di 25 aziende che avrà il suo quartier generale nella zona industriale di Brancaccio, a Palermo, presso la Salerno packaging, dove si è proceduto con la posa della prima tecnologia 4.0 e con il taglio del nastro del robot che ha automatizzato un processo produttivo e ha qualificato la prestazione professionale dei lavoratori.

Buona prassi e concretezza che fa parlare la viceministro allo sviluppo economico, Teresa Bellanova, di una Sicilia carica di modelli virtuosi da esportare, dove la rete è il punto di riferimento per il futuro; dove ricerca, impresa e sistema finanziario devono camminare insieme al sistema della pubblica amministrazione e dove si rafforza la collaborazione pubblico – privato. Alla base sue parole, il dato che vede l’Italia seconda in Europa per l’industria manufatturiera.

Le realtà produttive siciliane hanno fatto rete per tracciare la nuova via allo smart manufactoring e diventare promotrici delle tecnologie 4.0, che vanno combinate fra loro, con tutta la filiera produttiva per creare un sistema integrato, interconnesso”. – afferma Antonello Mineo, presidente P.R.I.M.S. Meccatronica. – “È una giornata che segna l’avvio dell’era industriale digitale e vede il Polo pioniero di questo percorso”. L’obiettivo di P.R.I.M.S. è quello di connettere la nuova tecnologia a tutta la filiera produttiva, affinchè il sistema fabbrica sia interconnesso al mondo che lo circonda. Unione e prospettive occupazionali sono i parametri richiesti per la copertura dei finanziamenti previsti, che ammontano a 206 milioni, per innovation hub, coordinati dall’università, su accordo tra pubblico e privato.

 

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WINEUP EXPO 2017, trionfano i sapori del territorio

Carrellata di grandi artisti, le più prestigiose firme del giornalismo enogastronomico, due gare per premiare le eccellenze, imprenditori vitivinicoli storici ed emergenti, 4 suggestive cantine come location di aggregazione e confronto, pezzi unici a quattro ruote. Con questi elementi Wineup expò cala il sipario su Marsala e tira il bilancio della quattro giorni che ha trasformato la città nella capitale del gusto.

Un programma ricco di iniziative che ha visto il suo quartier generale nella centralissima Piazza della Vittoria. Qui è stato possibile visitare le venti aziende che hanno creduto nel progetto di promozione organizzato dalla Sicilia Pro Events e degustare le produzioni enologiche. In prima linea le storiche cantine Florio che insieme a Fina, Mozia e De Bartoli hanno ospitato, anche, le cene per il concorso gastronomico “La Medusa”. A far conoscere i propri prodotti ai visitatori sono state: cantina Petrosino, Anabasis, Baglio Aimone, Alcesti, Arini, Mannirà Bio, Mandirà, Solidea, Intorcia, Galfano, Centonze, Musita, Colomba Bianca, Vallovin, Viteadovest, Murana. Le loro etichette sono state degustate dai critici enologici nell’ambito del 1° Grand Prix Venere Callipigia, coordinato dall’enologo Luciano Parrinello, presieduto da Valentino Bega, enogastronomo esperto in turismo enogastronomico e marketing territoriale, nei locali del museo della Nave Punica, che ha visto la collaborazione del direttore Luigi Biondo. Wineup ha rappresentato occasione di incontro fra le due realtà enologiche più importanti della Sicilia, come il territorio trapanese e quello catanese, con la presenza di Roberto Raciti, ambasciatore dei vini dell’Etna Doc, e Giovanni Conti, direttore dell’enoteca regionale di Castiglione di Sicilia.

Wineup expò ha rappresentato un ulteriore scoperta del territorio e delle innovazioni dell’agroalimentare per i giornalisti presenti che hanno partecipato ad un informale confronto, alla presenza di Antonio Parrinello ex funzionario dell’assessorato regionale all’agricoltura, e che hanno raccontato l’evento sul palco nel preserale talk show condotto da Antonella Lusseri, che ha aperto le serate di spettacolo che ha visto il momento clou con il concerto dei Dire Straits Legacy, con la comicità di Claudio Batta ed Ernesto Maria Ponte e la musica dei Candymen, di Antonio Licari, di Gabriele di Pietra, uno dei dieci liutisti italiani più accreditati.

La giornata conclusiva di domenica è stata dedicata al mondo dei motori e delle Classic Cars con il Race in Sicily, con i test Drive, organizzati in collaborazione con lo sponsor MAF di Arturo Farina, sulla sicurezza stradale e sul controllo della trazione; con l’esibizione dei pulcini del “Russo Racing Team” di Campobello. Spazio anche alla disabilità con Pilota campione Siciliano Giuseppe Giubaldo che ha coordinato il progetto di motor terapy. La giornata ha visto anche l’esibizione con un drappello di circa 25 motociclette che hanno fatto la storia partendo da moto degli anni 40 e 50 per finire con alcune selezionate moto degli anni 60. Emozionante il rombo dei motori dell’auto di Marco De Bartoli, per celebrare il 2° memorial in suo onore.

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Galà delle auto storiche in Sicilia

Hanno fatto tappa a Marsala le 230 vetture d’epoca partecipanti al XXVII Giro di Sicilia, che fa vivere la passione per i motori ricordando Vincenzo Florio.

Riscoprono e promuovono la Sicilia araba – normanna attraversando i luoghi e paesaggi più suggestivi, a bordo di vere e proprie rarità del mondo automobilistico. Sono i partecipanti della 27° edizione del Giro di Sicilia, che si è disputato il primo week end di giugno, regalando a tutte le città che ha attraversato uno spettacolo da favola, con 233 fra le più belle auto d’epoca, provenienti da tutto il mondo.

Una gara ricca di storia che ha visto partecipare equipaggi esteri, provenienti da Argentina, Grecia, Sudafrica, Canada, Giappone, Stati Uniti e da diversi paesi europei. Fra le vetture in passerella figurano le “classiche” dagli anni 20 ai 60, che portano la firma di Austin Healy, Bugatti, Corvette, Ford Mustang, Mercedes, Porsche, Jaguar, Lancia Aurelia, Flaminia, Triumph Volkswagen, ma anche i bolidi del cavallino rampante, grazie alla collaborazione del club Ferrari e del presidente nazionale Vincenzo Gibiino, membro del comitato d’onore. Quasi cento anni di storia, interrotti soltanto da eventi eclatanti come le guerre o le crisi economiche, per l’evento automobilistico che sul panorama nazionale si colloca terzo dopo la Millemiglia e il Premio Nuvolari.

Dai 964 km della prima edizione del 1912, disputata sul circuito delle Madonie, nata come Targa Florio, voluta dall’ecclettico imprenditore Vincenzo, pioniere dell’automobilismo sportivo in Sicilia, si è mantenuto l’intento promozionale che è quello di far conoscere l’itinerario arabo normanno su quattro ruote. Vetrina per l’artigianato motorista e per i maghi del carburatore, ha visto fra i suoi partecipanti i grandi nomi di Tazio Nuvolari, Juan Manuel Fangio, i fratelli Marzotto. Oggi spicca la quota rosa che vede le donne appassionate al volante, fra cui Laura Ciarallo di Mediaset, Savina Covaloni di Nuvolari, la famiglia Bugatti e la stessa donna Costanza Afan De Rivera Costaguiti, nipote di Vincenzo Florio.

La regia organizzativa è a cura del Veteran Car Club Panormus, associazione nata nel 1974 per volontà di alcuni appassionati possessori e cultori di auto d’epoca. Antonino Auccello, Giacomo Bongiorno, Antonino Panepinto, Gaetano Di Giovanni, componenti del comitato direttivo da sei anni, hanno ripreso il progetto della manifestazione, incrementando in ogni successiva manifestazione il numero dei partecipanti.

La prima giornata ha visto le auto partire da Palermo e raggiungere Marsala, passando per Monreale, Borgetto, Partinico, Alcamo, Castellammare del Golfo e Segesta. Tappa obbligata che ha dato inizio al giro con un brindisi al Marsala, accompagnato dai biscotti tipici alle mandorle, nella suggestiva cornice di Porta Garibaldi. La seconda giornata ha raggiunto Piazza Armerina, toccando Mazara, Campobello, Sambuca, Sciacca, Porto Empedocle, Agrigento. La terza giornata ha attraversato l’Etna e il territorio di Catania. L’ultima giornata ha interessato Enna, per far rientro a Palermo. La festa di accoglienza nelle varie tappe delle città siciliane è fra i momenti più belli dell’evento. A Nicosia l’intera piazza del Municipio è stata trasformata in un accogliente salotto, grazie all’impegno dell’Associazione Veicoli Storici”. La città ha anche riproposto l’assegnazione della Targa La Motta, intitolata a Stefano La Motta che nel 1951 perse la vita correndo il Giro di Sicilia. La targa è andata al veicolo del duo italo-russo Tenconi – Lepetukhina per il grandissimo valore storico del veicolo: una Osca MT4 Sport 1100.

Campofelice di Roccella è stata la location scelta per la premiazione che ha visto chiudere i battenti del 27° Giro di Sicilia con la vittoria dell’equipaggio Aghem-Conti su Bmw 328 Roadster del 1939, la coppia di coniugi torinesi che vincono per la quarta volta. Secondo classificato è Salvatore Mustazza, presidente del Club Sartarelli di Trapani, in parità con la coppia Catalano – Vario su Fiat 1100/103 del 1954; terzo classificato il duo argentino Castro – Salse su Fiat 1400 del 1950.