Pesce spada al vapore

A tavola senza pagelle … con i ristoratori di domani

Si dice che la migliore esperienza è quella che viene dalla strada, per non parlare di quella che viene invece da dietro i fornelli, nelle cucine dei ristoranti e in sala, a contatto con i clienti. Quale migliore formazione per i ristoratori di domani? L’Istituto Abele Damiani di Marsala spicca per questa particolare predisposizione alla pratica; volontà del dirigente scolastico Domenico Pocorobba e del corpo docenti che negli ultimi anni ha spinto gli studenti ad importanti confronti al di fuori delle aule scolastiche. Non solo. Da qualche tempo va avanti quello che è stato un esperimento ben riuscito: il ristorante didattico della scuola, animato dagli studenti sotto l’attenta regia di chef Paolo Austero e i suoi collaboratori. La proposta di menù è una valorizzazione della tradizione gastronomica siciliana, con ingredienti naturali del territorio e prodotti che nascono dai campi della scuola “podere Badia”: vino e olio fra tutti. Il progetto può essere considerato un gioco di creatività con i grani antichi, con gli ortaggi di stagione, con il pescato locale; aperto a tutti, su prenotazione tramite l’infopoint della scuola, permette di calarsi in una originale realtà culinaria…senza giudizi!

 

Vastedda piastrata e salumi

Parola d’ordine: curiosità … nicchia e km0

Metti una sera a cena con la voglia sfiziosa di solleticare il palato… Metti un angolo riservato nel cuore della città gialla, raccolto e accogliente … Scegli un portata che si differenzia dall’offerta commerciale e che presenta la nicchia produttiva più esclusiva che da Castellammare del Golfo si allunga fino a Contessa Entellina. Enrico Bagnasco con il suo TwoNine targa fuoco offre la sua curiosità per i prodotti locali che personalmente va a ricercare nei territori del trapanese: dai Salumi Artigianali della Valle del Belice, al Prosciuto Amatriciano IGP di Accumuli e i Formaggi Artigianali di Contessa Entellina. Da provare la Vasteddra piastrata che si accompagna al tagliere. Punto forte la proposta di carni a km0 che esplode nella morbidezza della loro consistenza grazie ad una delicatissima cottura piastrata al forno. La scelta della materia prima, segue il “criterio dell’occhio”; provare per credere e il suo racconto sui maialini di colore rosa allevati nelle piccole fattorie locali è più che convincente. Una scelta fra i contorni proposti non può che essere il matarocco! Sul beveraggio si spazia dalle produzioni enologiche siciliane ad una vasta scelta di birre artigianali, altra grande passione di Enrico che sperimenta e si mette in gioco forte di un’instancabile ricerca alla qualità.

 

 

 

 

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IL COUS COUS CHE … HA SAPORE DI MAMMA

La sfida generazionale è sempre in agguato soprattutto ai fornelli. Noi, leve classe 81 ci portiamo dietro l’onere di trasmissione di quel patrimonio culinario che usciva dalle cucine di nonna e mamma, ma forse il tempo non è stato sufficiente a permetterci di acquisire la sacralità della maestranza. Abbiamo aperto la via dell’università lontano da casa, del rimpatrio ogni tre mesi, della carriera ad ogni costo, del lavoro all’estero e ci siamo persi la padronanza della tradizione. Oggi abbiamo una responsabilità, non solo a tavola ma di vera fede: quella dell’INCOCCIATA … perché il cous cous, quello originale, vuole il granello di semola corposo, il pallino sparso nel piatto ma senza esagerare, deve essere inzuppato di brodo ma non annegato, e il suo colore … non è forte ma è caldo, ricorda il giallo della nostra città: Marsala. E allora cominciamo a riconoscerlo al palato il vero cous cous fatto in casa. Fra le tantissime proposte della ristorazione in città, il cuos cous alla vecchia maniera è senz’altro quello di Salvatore Abdellali Haythem, titolare della salumeria/gastronomia di Porta Garibaldi … una piccola ricerca in fondo a destra nel banco, superata la tentazione di formaggi e salumi, ci porta a quel sapore di mare e spezie. L’ingrediente segreto? Zuppa a base di pesce vopo e passione siculo – tunisina.

pantelleria

PANTELLERIA: IL CONSORZIO DELLA DOC LANCIA IL FESTIVAL DELL’AGRICOLTURA EROICA

Dici Pantelleria e pensi subito al Passito, al mare, alla natura vulcanica che regala scenari unici nel cuore del Mediterraneo, saune naturali e fanghi termali, un vero e proprio tuffo nel paradiso del benessere. Difficile da capire per chi non la visita. L’isola siciliana collocata a metà tra l’Italia e la costa nordafricana mantiene tutte le affascinanti contraddizioni del suo essere punto di approdo di diverse culture, che rappresentano gli elementi tipici della cultura pantesca. Un’isola di terra che vede nell’agricoltura il suo principale canale economico; si tratta di una tradizione agricola capace di sfidare le intemperie del vento che soffia sempre fortissimo, del caldo sole del sud, della brezza marina e dell’impervietà dei terreni a terrazzamenti, tipici della montagna. È un’agricoltura eroica quella di Pantelleria, tramandata per generazioni, che vede la sua forza nella passione degli uomini che curano ogni pianta chinati sui campi, dove spesso usare attrezzi agricoli o qualsiasi altro supporto è impossibile. Questa vocazione umana, per la prima volta al mondo, ha visto il riconoscimento della vite ad alberello, patrimonio dell’umanità dell’Unesco. L’incoronazione avvenuta a Parigi nel 2014 ha alimentato nella perla nera del Mediterraneo, quel flusso di visitatori pronti ad accettare l’idea di una vacanza fuori gli schemi, senza programmi, dove l’itinerario va costruito ora dopo ora lasciando, che la rigogliosa natura, dove spiccano piante e fiori di cappero, sia la migliore guida.  Per celebrare un dono così grande e consentire la scoperta di un percorso fatto di natura, storia, tipicità, in cui spicca un altrettanto ricco patrimonio enogastromico il Consorzio Doc Pantelleria, che  in poco meno di sei anni ha raggruppato il grosso della vitivinicoltura pantesca, circa l’85%, lancia il suo primo evento che coinvolgerà tutta l’isola. Dal 31 agosto al 9 settembre, il ricco programma di “Pantelleria Doc Festival” intende promuovere storie e tradizioni di un’isola dalle mille sfaccettature, e lo fa nel momento cruciale della vendemmia, al fine di assaporare l’essenza dei prodotti a partire dalla terra. Il collegamento con l’isola sarà garantito dalla Danish Air Trasport che garantirà i collegamenti da Palermo, Trapani e Catania con le tratte regionali.

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Tra bere e mangiare, di mezzo uomini e terra

Una boutique delle eccellenze del gusto, siciliane e non. Questa è Expò Food&Wine, la vetrina dell’enogastronomia che ha visto la sua quarta edizione ospitata nello straordinario giardino di Radicepura a Giarre, in Sicilia, un parco verde in cui è possibile ammirare ogni tipo di vegetazione. Due giorni di celebrazione delle tradizioni culinarie siciliane attraverso i cooking show che hanno visto protagonisti i più noti chef dell’isola e l’associazione nazionale cuoche a domicilio, originale realtà presieduta da Maria Elena Curzio che ha lo scopo di tenere in vita e divulgare la tradizione regionale culinaria. Allo stesso tempo, non si dimenticano le tendenze e le esigenze di tutti i consumatori e in questa edizione grande curiosità ha suscitato il mondo del gluten free, rappresentato e spiegato dall’associazione italiana celiachia, non solo come un tema di tendenza ma capace di  si coniugarsi al rispetto dei sapori e della tradizione.

Il Salone internazionale dell’enogastronomia, unico appuntamento siciliano come vetrina delle produzioni territoriali, è stato animato anche da incontri, dibattiti, master class che hanno illustrato le più innovate tendenze del settore; non sono mancati gli incontri commerciali per promuovere il business anche a livello internazionale. Presente, a tal proposito, la delegazione argentina e i rappresentanti della piattaforma commerciale web che fa base in Inghilterra. Ovviamente, a far da padrone le impaccabili produzioni siciliani portatrici di bontà e di storie diverse, tutte interessanti seppur diverse fra loro; che parlano di giovani donne imprenditrici che propongono gustosissimi pomodorini essiccati e non disidrati, presentati in vaschette da frigo, capaci di mantenere tutta la loro essenza oppure del rispetto della tradizione del cioccolato di Modica, curato anche nella sua presentazione; le birre artigianali, poi, i prodotti di tonnara e di montagna, l’integrità della pasta lavorata e realizzata come un tempo.

Alessandra Ambra, general founder di tutto il progetto, ha parlato di un’edizione rinnovata, moderna, non un semplice evento fieristico ma un format che presenta il cibo a tutto tondo, nella completezza della sua filiera e che non dimentica il racconto. Perché il cibo è conoscenza e la presenza di Anna Martano, direttrice artistica, nonché fondatrice dell’accademia di gastronomia e gastrosofia, ha dato un contorno narrativo che ha reso speciale l’evento. Parole e sapori è un rapporto che funziona benissimo e che si colloca nel cuore di quelle sinergie collaborative  con gli allievi dell’istituto alberghiero di Giarre, con i produttori, con i giornalisti che rendono Expò Food&Wine esperienza completa.

http://https://www.youtube.com/watch?v=ZpUZUB7O7R4