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IL BACIO E’ … PANTELLERIA

Le tipicità enogastronomiche di un territorio sono un viaggio nel viaggio, un’esperienza a sé che, spesso, ci portano nel cuore della cultura e delle tradizioni. Pantelleria in tal senso si traduce in chili più perché lì il buono sa di più buono; gusto, qualità, unicità esistono in qualsiasi elemento commestibile e non. Difficile da raccontare e le firme sugli articoli non si contano più; ognuno propone a modo suo quell’invito che è “Visitate l’isola”. Fra i sapori panteschi ce n’è uno che spicca fra tutti, inimitabile, poco geniale ma assolutamente UNICO: il bacio pantesco. Mai parola fu più usata e conosciuta; il bacio è bacio con una sonorità piena, completa, armoniosa. A Pantelleria sono riusciti a compiere la sua perfetta materializzazione in quel dolce che a fine pasto non manca mai: due fiori di pasta croccante tenuti insieme da un cremoso cuore di ricotta. Assaggiarlo è come dare un morso a Pantelleria e gustare la sua vera essenza grazie ad un sapore che è sintesi delle voci della gente, dei loro racconti, del loro straordinario e caloroso modo di accoglierti, di quella natura integra nei colori e nelle forme. La fragranza in quelle cialde è tale solo per le caratteristiche ambientali intorno, che la caricano di sentori agrumi, in una compattezza che ricorda la corteccia degli alberi della montagna. Appaga tanto quanto un bacio appassionato, quello che ti crea “dipendenza” di emozioni e di gusto. E’ incredibile come un prodotto possa essere la perfetta espressione di una terra. Provate e portare via le cialde e a farcirle con la ricotta della migliore pasticceria della vostra città … quello non sarà mai più un bacio pantesco.

Vastedda piastrata e salumi

Parola d’ordine: curiosità … nicchia e km0

Metti una sera a cena con la voglia sfiziosa di solleticare il palato… Metti un angolo riservato nel cuore della città gialla, raccolto e accogliente … Scegli un portata che si differenzia dall’offerta commerciale e che presenta la nicchia produttiva più esclusiva che da Castellammare del Golfo si allunga fino a Contessa Entellina. Enrico Bagnasco con il suo TwoNine targa fuoco offre la sua curiosità per i prodotti locali che personalmente va a ricercare nei territori del trapanese: dai Salumi Artigianali della Valle del Belice, al Prosciuto Amatriciano IGP di Accumuli e i Formaggi Artigianali di Contessa Entellina. Da provare la Vasteddra piastrata che si accompagna al tagliere. Punto forte la proposta di carni a km0 che esplode nella morbidezza della loro consistenza grazie ad una delicatissima cottura piastrata al forno. La scelta della materia prima, segue il “criterio dell’occhio”; provare per credere e il suo racconto sui maialini di colore rosa allevati nelle piccole fattorie locali è più che convincente. Una scelta fra i contorni proposti non può che essere il matarocco! Sul beveraggio si spazia dalle produzioni enologiche siciliane ad una vasta scelta di birre artigianali, altra grande passione di Enrico che sperimenta e si mette in gioco forte di un’instancabile ricerca alla qualità.

 

 

 

 

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IL COUS COUS CHE … HA SAPORE DI MAMMA

La sfida generazionale è sempre in agguato soprattutto ai fornelli. Noi, leve classe 81 ci portiamo dietro l’onere di trasmissione di quel patrimonio culinario che usciva dalle cucine di nonna e mamma, ma forse il tempo non è stato sufficiente a permetterci di acquisire la sacralità della maestranza. Abbiamo aperto la via dell’università lontano da casa, del rimpatrio ogni tre mesi, della carriera ad ogni costo, del lavoro all’estero e ci siamo persi la padronanza della tradizione. Oggi abbiamo una responsabilità, non solo a tavola ma di vera fede: quella dell’INCOCCIATA … perché il cous cous, quello originale, vuole il granello di semola corposo, il pallino sparso nel piatto ma senza esagerare, deve essere inzuppato di brodo ma non annegato, e il suo colore … non è forte ma è caldo, ricorda il giallo della nostra città: Marsala. E allora cominciamo a riconoscerlo al palato il vero cous cous fatto in casa. Fra le tantissime proposte della ristorazione in città, il cuos cous alla vecchia maniera è senz’altro quello di Salvatore Abdellali Haythem, titolare della salumeria/gastronomia di Porta Garibaldi … una piccola ricerca in fondo a destra nel banco, superata la tentazione di formaggi e salumi, ci porta a quel sapore di mare e spezie. L’ingrediente segreto? Zuppa a base di pesce vopo e passione siculo – tunisina.

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Natura, passione e … Gorghi Tondi

Condividere i percorsi e scoprirsi a vicenda, anche quando le cose ci appaiono scontate. Ritrovare una vecchia conoscenza immersa nel suo mondo lavorativo è stata una piacevolissima esperienza di condivisione di una passione, quella per il vino, che ha visto la cantina Gorghi Tondi location di questo momento. Salvatore Lamia, storico agronomo della cantina, accompagna il gruppo nella scoperta di un piccolo gioiello di perfezione tecnica e strutturale, immerso nel cuore di una delle più belle riserve della Sicilia, la Riserva Naturale Integrale del “Lago Preola e Gorghi Tondi”. Una spiegazione essenziale, la sua, del procedimento di lavorazione delle uve e di produzione del vino per assicurare anche ai meno competenti di comprendere. Il nostro tour comincia dall’esterno per ammirare le distese di ettari di vigneto che guardano il mare e procede per la cantina e la bottaia, fino a terminare al momento clou della degustazione. In ogni bottiglia ritroviamo la meraviglia della natura intorno, con vini dai profumi sorprendenti e dal gusto tutto siciliano. Babbio, Palmares, Midor, Rajh, Segreante sono le etichette degustate che hanno arricchito il nostro incontro fatto di confronto e curiosità, terminato con il principe dei passiti: Grillodoro. Un prodotto che nasce dall’attenzione primordiale dell’uomo verso la vigna, in tutte le sue fasi di produzioni. Senza alcun dubbio, Gorghi Tondi è Sicilia in tutta la sua essenza.

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Bere e conoscere: lezione di vino da Ciacco Pop Up

Una serata che ha uno stile diverso e rompe gli schemi con la quotidianità: il giovedì a Marsala, l’appuntamento settimanale è da Ciacco Pop Up, il temporary store che offre alle aziende una vetrina per presentare i propri prodotti e accompagna i curiosi a conoscere i vini attraverso la modalità del fai da te, con l’erogatore automatico di vino, che propone una scelta di tre dimensione di calice ed espone nella vetrina 4­­+4 tipologie di vino. La degustazione si arricchisce di formazione e la sala diventa un luogo di parole, un libro umano tutto da ascoltare e fare proprio. Due ore scorrono velocissime e la piccola improvvisata comitiva saluta portando via, di certo, qualche conoscenza in più sul vino.

E’ di certo un elemento di novità. All’interno del suggestivo locale padroneggiano i tufi degli antichi muri, recuperati scavando gli strati dei precedenti lavori di ristrutturazione. Allo stesso modo, il titolare, Francesco, scava nelle tradizioni e nella storia della Sicilia che è caratterizzata dall’accoglienza; allo stesso modo Ciacco Pop Up vuole accogliere tutti i prodotti enologici e offrire un vero e proprio percorso di conoscenza.

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Un rubino nel piatto … i gioielli di chef Sammartano a Le Caserie

E’ sempre più tendenza la cena al ristorante per compiere un’esperienza culinaria completa. Non più, quindi, solo un piacere per il palato, degustando cibi di qualità ma anche conoscenza e sperimentazione … e perché no, anche qualche curiosità storica, legata agli stili del passato. È tutto quello che oggi si può trovare nella locanda di Charme Le Caserie, dove lo chef Nicola e il direttore Giovanni sono pronti ad accompagnare i loro ospiti alla scoperta dei sapori locali della tradizione siciliana. E non è improbabile fare incontri che firmano la serata con un appeal insolito. Nell’angolo della sala ristorante si trova un tavolo in legno, diverso dagli altri: è una scelta non casuale, voluta per creare una dimensione adeguata al momento; che si tratti di personalità importanti o di chiacchiere fra amici, accompagnate dai tradizionali biscotti secchi e da una selezione di  vini liquorosi, poco importa; quel tavolo è li per ospitare chi vuole qualcosa che va oltre l’eccellenza culinaria. È così che incontriamo il maestro Giorgio Nardelli, a Marsala per il corso organizzato dalla federazione italiana cuochi. È lui il protagonista di una tre giorni di full immersion dedicata a scoprire tecniche e innovazioni che in cucina fanno la differenza.  Mentre ci parla delle sue impressioni riguardo l’evoluzione della cucina siciliana, a fornire consigli sul vino è il giovanissimo direttore di sala, Pietro Agate, uno dei migliore maitre della provincia, che vanta esperienze professionali all’estero presso rinomate strutture di ristorazione e fra i più prestigiosi contesti enologici. Chef Nardelli parla, soprattutto, in merito alle nuove generazioni che si dedicano alla ristorazione, consapevoli di avere una marcia in più, garantita dal ricco patrimonio agroalimentare locale. Lui traccia la strada che ognuno sceglierà di compiere col proprio passo, e fornisce novità sulle tendenze che si focalizzano sulla creatività delle proposte che vanno ad arricchire il panorama della food art.

E fra tradizioni e tendenze lo staff delle Caserie ha sdoganato la cena fuori orario, assecondando le esigenze che la quotidianità comporta nel massimo rispetto sempre dei professionisti della ristorazione che animano la cucina costantemente, al seguito delle idee dell’excutive chef Nicola. Una brigata professionale e attenta che cura i dettagli nelle tecniche di cucina degli alimenti, rispettando sapori e consistenza. Una meticolosità che trova il suo pieno trionfo nella seppia in tre cotture, marinata, stufata e grigliata, che coniuga la naturalezza del suo nero con le perle di uova di ricci. L’essenza dei sapori resta il centro di attenzione di ogni portata. La locanda di Charme diventa sempre più spesso luogo di formazione e di confronto che ospita importanti appuntamenti come quello con l’accademia della cucina italiana, che ha portato il rintocco della campana in segno di approvazione per la consegna della tre “T”: territorio, tradizione, tecnica di trasformazione. Lo stemma di garanzia è una marcia a sperimentare con i sapori del territorio che incontrano la creatività dello chef dando vita ad un’originalità inconsueta. L’ispirazione parte da un sogno, da un ricordo, dalla storia o da un colore, come il rosso celebrato con lo “scampo rubino” immerso nella salsa Marsala Heritage e in una corona di melograno. Ogni piatto servito è il risultato di un laboratorio diretto dallo chef Nicola che puntualmente lo racconta ai suoi ospiti trasmettendo quell’entusiasmo inesauribile che firma la composizione dei sapori nei suoi piatti.

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Cappuccino da mangiare

Lo stile rompe le righe con la tradizione ma non la mette da parte, un loft colorato dalla vivacità dei cibi e dalla varietà delle etichette di vino esposte a parete. La garanzia delle qualità è il cognome dei fratelli Campo, dediti al trattamento delle carni rispettandone ogni peculiarità, secondo tradizioni locali. Ma il menù non ignora le esigenze di vegani o vegetariani e fra gli assortiti le portate tutte a base di prodotti locali, c’è il cappuccino di burrata con schiuma al basilico, sorprendente preparazione dal gusto delicato non da bere ma da mangiare!!!

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Il sapore moderno del Marsala

Una cupola di fumo per scoprire lo straordinario Elizabeth, cocktail a base Marsala Heritage Francesco Intorcia, che si gusta come il primo raggio di sole dopo un temporale. La singolare presentazione aumenta la curiosità su quello che sarà il gusto di un drink che esalta al meglio la particolarità di un prodotto, riscoperto e valorizzato per assecondare ogni più moderna tendenza. In un bicchiere c’è il colore della Sicilia, della sua luce e del suo calore; la spiga di grano è l’elemento principale a contorno di un cocktail che esplode al palato. Fresco, agrumato, interpretazione moderna dello storico vino liquoroso che si accompagna ad un rum speziato in pieno equilibrio di struttura. Il grado alcolico non manca, in una giornata invernale può solo aiutarci meglio a ricordare l’estate. A firmarlo è il Juparanà Drink Cafè di Marsala