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IL BACIO E’ … PANTELLERIA

Le tipicità enogastronomiche di un territorio sono un viaggio nel viaggio, un’esperienza a sé che, spesso, ci portano nel cuore della cultura e delle tradizioni. Pantelleria in tal senso si traduce in chili più perché lì il buono sa di più buono; gusto, qualità, unicità esistono in qualsiasi elemento commestibile e non. Difficile da raccontare e le firme sugli articoli non si contano più; ognuno propone a modo suo quell’invito che è “Visitate l’isola”. Fra i sapori panteschi ce n’è uno che spicca fra tutti, inimitabile, poco geniale ma assolutamente UNICO: il bacio pantesco. Mai parola fu più usata e conosciuta; il bacio è bacio con una sonorità piena, completa, armoniosa. A Pantelleria sono riusciti a compiere la sua perfetta materializzazione in quel dolce che a fine pasto non manca mai: due fiori di pasta croccante tenuti insieme da un cremoso cuore di ricotta. Assaggiarlo è come dare un morso a Pantelleria e gustare la sua vera essenza grazie ad un sapore che è sintesi delle voci della gente, dei loro racconti, del loro straordinario e caloroso modo di accoglierti, di quella natura integra nei colori e nelle forme. La fragranza in quelle cialde è tale solo per le caratteristiche ambientali intorno, che la caricano di sentori agrumi, in una compattezza che ricorda la corteccia degli alberi della montagna. Appaga tanto quanto un bacio appassionato, quello che ti crea “dipendenza” di emozioni e di gusto. E’ incredibile come un prodotto possa essere la perfetta espressione di una terra. Provate e portare via le cialde e a farcirle con la ricotta della migliore pasticceria della vostra città … quello non sarà mai più un bacio pantesco.

nocciola

La Sicilia della nocciola

Per avere contezza del terzo posto siciliano, a livello nazionale, nella produzione di nocciole dobbiamo muoverci nella zona dei Nebrodi in provincia di Messina, passando per Tortorici. A partire da un livello di 700 mt dal mare, il noccioleto si allarga come coltura principale e diventa prodotto tipico di qualità. Parte la scommessa fra i produttori del luogo e, soprattutto, per quelle nuove generazioni costrette a scegliere se portare avanti l’azienda di famiglia o seguire tendenza più moderne. C’è chi ha scelto entrambi, aggiungendo quell’elemento che fa sempre la differenza: il tocco femminile. A Carla piace vedersi come il frutto del nocciolo; la crisi agricola non ha di certo messo in crisi lei e la sorella che, prendendo in mano la conduzione dell’azienda, hanno deciso di chiudere la filiera arrivando al consumatore finale con un prodotto completo. E a coronare questa sfida è stato l’incontro con un’altra fautrice delle tradizioni siciliane: Isabella Catalano, lei si occupa della parte dolce, ed è pastry chef de La Bottega Reale di Tortorici, che realizza una linea di prodotti in cui le nocciole dei monti dei Nebrodi sono l’ingrediente principale. Scopriamo così la Sicilia della nocciola, prediletta da un pubblico di nicchia che sa e conosce le peculiarità di un prodotto che nella sinergia di questa esperienza viene arricchito da quella passione al femminile che rappresenta un vero e proprio marchio di qualità.

Pesce spada al vapore

A tavola senza pagelle … con i ristoratori di domani

Si dice che la migliore esperienza è quella che viene dalla strada, per non parlare di quella che viene invece da dietro i fornelli, nelle cucine dei ristoranti e in sala, a contatto con i clienti. Quale migliore formazione per i ristoratori di domani? L’Istituto Abele Damiani di Marsala spicca per questa particolare predisposizione alla pratica; volontà del dirigente scolastico Domenico Pocorobba e del corpo docenti che negli ultimi anni ha spinto gli studenti ad importanti confronti al di fuori delle aule scolastiche. Non solo. Da qualche tempo va avanti quello che è stato un esperimento ben riuscito: il ristorante didattico della scuola, animato dagli studenti sotto l’attenta regia di chef Paolo Austero e i suoi collaboratori. La proposta di menù è una valorizzazione della tradizione gastronomica siciliana, con ingredienti naturali del territorio e prodotti che nascono dai campi della scuola “podere Badia”: vino e olio fra tutti. Il progetto può essere considerato un gioco di creatività con i grani antichi, con gli ortaggi di stagione, con il pescato locale; aperto a tutti, su prenotazione tramite l’infopoint della scuola, permette di calarsi in una originale realtà culinaria…senza giudizi!

 

Vastedda piastrata e salumi

Parola d’ordine: curiosità … nicchia e km0

Metti una sera a cena con la voglia sfiziosa di solleticare il palato… Metti un angolo riservato nel cuore della città gialla, raccolto e accogliente … Scegli un portata che si differenzia dall’offerta commerciale e che presenta la nicchia produttiva più esclusiva che da Castellammare del Golfo si allunga fino a Contessa Entellina. Enrico Bagnasco con il suo TwoNine targa fuoco offre la sua curiosità per i prodotti locali che personalmente va a ricercare nei territori del trapanese: dai Salumi Artigianali della Valle del Belice, al Prosciuto Amatriciano IGP di Accumuli e i Formaggi Artigianali di Contessa Entellina. Da provare la Vasteddra piastrata che si accompagna al tagliere. Punto forte la proposta di carni a km0 che esplode nella morbidezza della loro consistenza grazie ad una delicatissima cottura piastrata al forno. La scelta della materia prima, segue il “criterio dell’occhio”; provare per credere e il suo racconto sui maialini di colore rosa allevati nelle piccole fattorie locali è più che convincente. Una scelta fra i contorni proposti non può che essere il matarocco! Sul beveraggio si spazia dalle produzioni enologiche siciliane ad una vasta scelta di birre artigianali, altra grande passione di Enrico che sperimenta e si mette in gioco forte di un’instancabile ricerca alla qualità.

 

 

 

 

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PENSANDO MALIKA AYANE: LA VOGLIA DI FARE SUFFICIENTE PER LE GRANDI INIZIATIVE

https://www.youtube.com/watch?v=XVPCjaMpvdw&t=11s

Appuntamento con effetto sorpresa alle Cantine Florio di Marsala dove un pubblico di circa 500 persone ha colto l’opportunità di ammirare da vicino e ascoltare la straordinaria voce di una delle artiste nazionali più acclamate. Inconsueta la presenza di Malika Ayane in un breve live di mezz’ora, in occasione del firma copie, organizzato da un’amica, dopo le tappe siciliane del suo concerto a Messina e Palermo. Per intenderci, ha fatto un’eccezione e si è spostata a Marsala per rinnovare un affetto che la unisce a Rossella Di Giovanni, organizzatrice dell’evento, e per estendere la sua simpatia a quella parte di territorio che ricorda con nostalgia la musica di qualità. Un pomeriggio, intimo, raccolto ed esclusivo, per ricordare che Marsala ha un buon seguito e una grande passione per la buona musica, ha curiosità e risponde con viva partecipazione, Malika rompe il ghiaccio con una canzone del suo nuovo album “Domino”, si presta ad una breve intervista e, poi, abbraccia il pubblico con la sua straordinaria semplicità, con la sua vibrante voce, gioca e improvvisa scherzosamente con i suoi fans. Spiegare questo momento non è semplice; non è stato un concerto, non è stato un convegno, nella sua fattispecie potrebbe non essere più replicabile perché un firma copie non prevede così tanta partecipazione. “È stato un momento di incontro con una grande artista, sfruttando la tendenza del momento di voler creare un contatto diretto col pubblico” – ha affermato Rossella Di Giovanni, che ci tiene a sottolineare la semplicità nell’organizzare il tutto, con un buona dose di volontà e voglia di fare. “Non è una mia prerogativa esclusiva, conosco tante persone che come me hanno la capacità di mettersi in gioco per offrire qualcosa di bello a questa città. Auspico davvero maggiore supporto alle iniziative di tutti quei privati che hanno voglia di fare; incoraggiarci non può che essere un virtuoso tornaconto per tutti”. È una bella lezione quella che viene da una donna che si è mossa nel settore degli eventi con “la notte rosa a Castelnuovo” (RE), il MarsalaWine e i percorsi enogastronomici con Simona Ranieri e Adua Villa e che vedremo in prima fila con il prossimo appuntamento al teatro Impero con lo spettacolo di Teo Mammuccari martedì 26 febbraio.

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IL COUS COUS CHE … HA SAPORE DI MAMMA

La sfida generazionale è sempre in agguato soprattutto ai fornelli. Noi, leve classe 81 ci portiamo dietro l’onere di trasmissione di quel patrimonio culinario che usciva dalle cucine di nonna e mamma, ma forse il tempo non è stato sufficiente a permetterci di acquisire la sacralità della maestranza. Abbiamo aperto la via dell’università lontano da casa, del rimpatrio ogni tre mesi, della carriera ad ogni costo, del lavoro all’estero e ci siamo persi la padronanza della tradizione. Oggi abbiamo una responsabilità, non solo a tavola ma di vera fede: quella dell’INCOCCIATA … perché il cous cous, quello originale, vuole il granello di semola corposo, il pallino sparso nel piatto ma senza esagerare, deve essere inzuppato di brodo ma non annegato, e il suo colore … non è forte ma è caldo, ricorda il giallo della nostra città: Marsala. E allora cominciamo a riconoscerlo al palato il vero cous cous fatto in casa. Fra le tantissime proposte della ristorazione in città, il cuos cous alla vecchia maniera è senz’altro quello di Salvatore Abdellali Haythem, titolare della salumeria/gastronomia di Porta Garibaldi … una piccola ricerca in fondo a destra nel banco, superata la tentazione di formaggi e salumi, ci porta a quel sapore di mare e spezie. L’ingrediente segreto? Zuppa a base di pesce vopo e passione siculo – tunisina.

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Natura, passione e … Gorghi Tondi

Condividere i percorsi e scoprirsi a vicenda, anche quando le cose ci appaiono scontate. Ritrovare una vecchia conoscenza immersa nel suo mondo lavorativo è stata una piacevolissima esperienza di condivisione di una passione, quella per il vino, che ha visto la cantina Gorghi Tondi location di questo momento. Salvatore Lamia, storico agronomo della cantina, accompagna il gruppo nella scoperta di un piccolo gioiello di perfezione tecnica e strutturale, immerso nel cuore di una delle più belle riserve della Sicilia, la Riserva Naturale Integrale del “Lago Preola e Gorghi Tondi”. Una spiegazione essenziale, la sua, del procedimento di lavorazione delle uve e di produzione del vino per assicurare anche ai meno competenti di comprendere. Il nostro tour comincia dall’esterno per ammirare le distese di ettari di vigneto che guardano il mare e procede per la cantina e la bottaia, fino a terminare al momento clou della degustazione. In ogni bottiglia ritroviamo la meraviglia della natura intorno, con vini dai profumi sorprendenti e dal gusto tutto siciliano. Babbio, Palmares, Midor, Rajh, Segreante sono le etichette degustate che hanno arricchito il nostro incontro fatto di confronto e curiosità, terminato con il principe dei passiti: Grillodoro. Un prodotto che nasce dall’attenzione primordiale dell’uomo verso la vigna, in tutte le sue fasi di produzioni. Senza alcun dubbio, Gorghi Tondi è Sicilia in tutta la sua essenza.

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PANTELLERIA: IL CONSORZIO DELLA DOC LANCIA IL FESTIVAL DELL’AGRICOLTURA EROICA

Dici Pantelleria e pensi subito al Passito, al mare, alla natura vulcanica che regala scenari unici nel cuore del Mediterraneo, saune naturali e fanghi termali, un vero e proprio tuffo nel paradiso del benessere. Difficile da capire per chi non la visita. L’isola siciliana collocata a metà tra l’Italia e la costa nordafricana mantiene tutte le affascinanti contraddizioni del suo essere punto di approdo di diverse culture, che rappresentano gli elementi tipici della cultura pantesca. Un’isola di terra che vede nell’agricoltura il suo principale canale economico; si tratta di una tradizione agricola capace di sfidare le intemperie del vento che soffia sempre fortissimo, del caldo sole del sud, della brezza marina e dell’impervietà dei terreni a terrazzamenti, tipici della montagna. È un’agricoltura eroica quella di Pantelleria, tramandata per generazioni, che vede la sua forza nella passione degli uomini che curano ogni pianta chinati sui campi, dove spesso usare attrezzi agricoli o qualsiasi altro supporto è impossibile. Questa vocazione umana, per la prima volta al mondo, ha visto il riconoscimento della vite ad alberello, patrimonio dell’umanità dell’Unesco. L’incoronazione avvenuta a Parigi nel 2014 ha alimentato nella perla nera del Mediterraneo, quel flusso di visitatori pronti ad accettare l’idea di una vacanza fuori gli schemi, senza programmi, dove l’itinerario va costruito ora dopo ora lasciando, che la rigogliosa natura, dove spiccano piante e fiori di cappero, sia la migliore guida.  Per celebrare un dono così grande e consentire la scoperta di un percorso fatto di natura, storia, tipicità, in cui spicca un altrettanto ricco patrimonio enogastromico il Consorzio Doc Pantelleria, che  in poco meno di sei anni ha raggruppato il grosso della vitivinicoltura pantesca, circa l’85%, lancia il suo primo evento che coinvolgerà tutta l’isola. Dal 31 agosto al 9 settembre, il ricco programma di “Pantelleria Doc Festival” intende promuovere storie e tradizioni di un’isola dalle mille sfaccettature, e lo fa nel momento cruciale della vendemmia, al fine di assaporare l’essenza dei prodotti a partire dalla terra. Il collegamento con l’isola sarà garantito dalla Danish Air Trasport che garantirà i collegamenti da Palermo, Trapani e Catania con le tratte regionali.

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DJOON EXPERIENCE FAVIGNANA: IL RITMO DELL’INTEGRAZIONE E DELL’UGUAGLIANZA

Il mare che rappresenta la via di una nuova vita per milioni d’ immigrati che fuggono alle violenze e alle persecuzioni, di cui, spesso, sono vittime nel loro paese di origine, è lo stesso mare che bagna le coste dell’isola di Favignana, nell’arcipelago delle Egadi. La piccola isola del trapanese è diventata capitale di uguaglianza e integrazione, che si fondono con il suono del mare e le note dell’house music con l’evento musicale internazionale, “The Djoon Experience Favignana”. Il Festival, giunto alla quarta edizione, è occasione di incontro fra musicisti e giovani appassionati che giungono da ogni parte del mondo facendo di Favignana melting Polt musicale e culturale, incontro di stili nel cuore del Mediterraneo.

Un grande momento di aggregazione pacifico, carico di speranza, capace di superare la paura per gli episodi di terrorismo che hanno intaccato il linguaggio universale della musica. Per cinque giorni l’isola è un simbolico arcobaleno di persone, arricchito dai colori del paesaggio, portando avanti la tradizione multiculturale della Sicilia come esempio storico d’ integrazione di popoli ed etnie. “Music: only one color” è stato lo slogan che ha accompagnato l’evento, unica tappa europea del tour che porta il marchio del Djoon Club, etichetta discografica parigina, in tutto il mondo. La rilevanza sociale dell’evento non ha trascurato la qualità artistica che ha visto nella line up di quest’anno alcuni dei più famosi dj internazionali: fra cui Djeff Afrozila dal Portogallo, Terrence Parker & Merachka e Jamie 3:26 dagli Stati Uniti e la grande performance live della star giapponese Kuniyuki Takahashi, creatore estemporaneo di musica elettronica digitale.

L’isola siciliana diventa così laboratorio di internazionalizzazione, testimonianza virtuosa di tolleranza e rispetto della diversità, che ribalta la visione di essere una terra di salvezza con l’immagine di una terra di uguaglianza. Fra lo staff organizzativo ci sono infatti alcuni ragazzi ospiti dei centri di accoglienza che lavorano fianco a fianco di tutte le altre figure coinvolte, diventando anche loro, non semplici fruitori ma protagonisti nella riuscita dell’evento.

Chi vive il Djoon Experience Favignana si muove come dentro una grande famiglia, dove l’integrità della natura offre un neutrale scenario di accoglienza, caratterizzato dalla spontaneità delle relazioni e dall’uguaglianza.