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Firmato il protocollo per la tutela delle vittime di violenza

Oggi in provincia di Trapani esiste un protocollo che è la mappa di tutti i passaggi che si devono fare per gestire i casi di violenza. È un documento che coinvolge carabinieri, polizia, tribunale, avvocati, medici, associazioni. Regole da seguire per gestire al meglio ogni caso e dare aiuto a chi ne ha bisogno. In prima linea le città di Marsala e di Valderice e l’augurio che il protocollo venga esteso anche agli altri comuni.

Un passo avanti nella tutela delle vittime di violenza che parte dalla mia città. Mi sono chiesta mille volte perché io abbia dovuto attraversare esperienze fortissime; cercavo una corrispondenza fra ciò che mi capitava e quello che stavo diventando. Ad un certo punto ho lasciato il timone a chi mi era accanto e mi sono lasciata trasportare … piano piano tutto diventava chiaro: ho accettato le ingiustizie ma non ho mollato; ho sopportato l’amaro delle delusioni; ho cercato un’altra strada ma non ho mai cambiato destinazione.

Lasciare scorrere le cose e far fare tutto al destino perché in fondo il nostro percorso è già tracciato. C’è sempre un senso a ciò che accade, che non comprendiamo subito. Ci disperiamo per ciò che non va come vorremmo, ma in fondo chi ci dice che è la cosa giusta? Non lo sappiamo se all’uscita dei labirinti in cui ci porta la vita alla fine troviamo la gratificazione maggiore. Oggi io lo scrivo perché l’ho vissuto; perché porto la testimonianza che dal peggio si può trarre il meglio e trovare la forza per reinventarsi. Se non avessi vissuto un grande disagio non mi sarei mai resa conto di cosa potevano aver bisogno molte donne. Mi chiedevo come poter fare qualcosa di concreto e poi ho capito che stava tutto li, in quello che io faccio ogni giorno: COMUNICARE. E’ importante parlare, lasciarsi andare, cogliere anche solo un sorriso e una pacca sulla spalla da chi ci sta intorno … ma mai chiudersi e isolarsi.

Oggi non nascondo più le mie lacrime alle forti emozioni quelle che tornano quando nella mia mente ripercorro i passaggi fatti: c’è un presidente del consiglio che cita il mio nome, mi incoraggia, che mi premia; c’è un prefetto che esce dal suo ruolo e fa crollare i muri istituzionali, mi regala una delle più belle amicizie che potessi trovare; allo stesso modo il mio tenente; c’è la mia città presente, la mia gente pronta a sostenermi e a condividere; la famiglia di origine e quella allargata fatta di un voler bene incondizionato; c’è lui così diverso ma capace di annullare tutti i miei schemi e farmi sentire vera e fragile, senza vergogna, perché noi donne troppo spesso indossiamo corazze pesanti che ci fanno solo affondare… non dobbiamo vincere per forza tutte le battaglie, basta viverle, essere noi stesse e lasciarci trasportare …

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