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PANTELLERIA: IL CONSORZIO DELLA DOC LANCIA IL FESTIVAL DELL’AGRICOLTURA EROICA

Dici Pantelleria e pensi subito al Passito, al mare, alla natura vulcanica che regala scenari unici nel cuore del Mediterraneo, saune naturali e fanghi termali, un vero e proprio tuffo nel paradiso del benessere. Difficile da capire per chi non la visita. L’isola siciliana collocata a metà tra l’Italia e la costa nordafricana mantiene tutte le affascinanti contraddizioni del suo essere punto di approdo di diverse culture, che rappresentano gli elementi tipici della cultura pantesca. Un’isola di terra che vede nell’agricoltura il suo principale canale economico; si tratta di una tradizione agricola capace di sfidare le intemperie del vento che soffia sempre fortissimo, del caldo sole del sud, della brezza marina e dell’impervietà dei terreni a terrazzamenti, tipici della montagna. È un’agricoltura eroica quella di Pantelleria, tramandata per generazioni, che vede la sua forza nella passione degli uomini che curano ogni pianta chinati sui campi, dove spesso usare attrezzi agricoli o qualsiasi altro supporto è impossibile. Questa vocazione umana, per la prima volta al mondo, ha visto il riconoscimento della vite ad alberello, patrimonio dell’umanità dell’Unesco. L’incoronazione avvenuta a Parigi nel 2014 ha alimentato nella perla nera del Mediterraneo, quel flusso di visitatori pronti ad accettare l’idea di una vacanza fuori gli schemi, senza programmi, dove l’itinerario va costruito ora dopo ora lasciando, che la rigogliosa natura, dove spiccano piante e fiori di cappero, sia la migliore guida.  Per celebrare un dono così grande e consentire la scoperta di un percorso fatto di natura, storia, tipicità, in cui spicca un altrettanto ricco patrimonio enogastromico il Consorzio Doc Pantelleria, che  in poco meno di sei anni ha raggruppato il grosso della vitivinicoltura pantesca, circa l’85%, lancia il suo primo evento che coinvolgerà tutta l’isola. Dal 31 agosto al 9 settembre, il ricco programma di “Pantelleria Doc Festival” intende promuovere storie e tradizioni di un’isola dalle mille sfaccettature, e lo fa nel momento cruciale della vendemmia, al fine di assaporare l’essenza dei prodotti a partire dalla terra. Il collegamento con l’isola sarà garantito dalla Danish Air Trasport che garantirà i collegamenti da Palermo, Trapani e Catania con le tratte regionali.

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DJOON EXPERIENCE FAVIGNANA: IL RITMO DELL’INTEGRAZIONE E DELL’UGUAGLIANZA

Il mare che rappresenta la via di una nuova vita per milioni d’ immigrati che fuggono alle violenze e alle persecuzioni, di cui, spesso, sono vittime nel loro paese di origine, è lo stesso mare che bagna le coste dell’isola di Favignana, nell’arcipelago delle Egadi. La piccola isola del trapanese è diventata capitale di uguaglianza e integrazione, che si fondono con il suono del mare e le note dell’house music con l’evento musicale internazionale, “The Djoon Experience Favignana”. Il Festival, giunto alla quarta edizione, è occasione di incontro fra musicisti e giovani appassionati che giungono da ogni parte del mondo facendo di Favignana melting Polt musicale e culturale, incontro di stili nel cuore del Mediterraneo.

Un grande momento di aggregazione pacifico, carico di speranza, capace di superare la paura per gli episodi di terrorismo che hanno intaccato il linguaggio universale della musica. Per cinque giorni l’isola è un simbolico arcobaleno di persone, arricchito dai colori del paesaggio, portando avanti la tradizione multiculturale della Sicilia come esempio storico d’ integrazione di popoli ed etnie. “Music: only one color” è stato lo slogan che ha accompagnato l’evento, unica tappa europea del tour che porta il marchio del Djoon Club, etichetta discografica parigina, in tutto il mondo. La rilevanza sociale dell’evento non ha trascurato la qualità artistica che ha visto nella line up di quest’anno alcuni dei più famosi dj internazionali: fra cui Djeff Afrozila dal Portogallo, Terrence Parker & Merachka e Jamie 3:26 dagli Stati Uniti e la grande performance live della star giapponese Kuniyuki Takahashi, creatore estemporaneo di musica elettronica digitale.

L’isola siciliana diventa così laboratorio di internazionalizzazione, testimonianza virtuosa di tolleranza e rispetto della diversità, che ribalta la visione di essere una terra di salvezza con l’immagine di una terra di uguaglianza. Fra lo staff organizzativo ci sono infatti alcuni ragazzi ospiti dei centri di accoglienza che lavorano fianco a fianco di tutte le altre figure coinvolte, diventando anche loro, non semplici fruitori ma protagonisti nella riuscita dell’evento.

Chi vive il Djoon Experience Favignana si muove come dentro una grande famiglia, dove l’integrità della natura offre un neutrale scenario di accoglienza, caratterizzato dalla spontaneità delle relazioni e dall’uguaglianza.

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Tra bere e mangiare, di mezzo uomini e terra

Una boutique delle eccellenze del gusto, siciliane e non. Questa è Expò Food&Wine, la vetrina dell’enogastronomia che ha visto la sua quarta edizione ospitata nello straordinario giardino di Radicepura a Giarre, in Sicilia, un parco verde in cui è possibile ammirare ogni tipo di vegetazione. Due giorni di celebrazione delle tradizioni culinarie siciliane attraverso i cooking show che hanno visto protagonisti i più noti chef dell’isola e l’associazione nazionale cuoche a domicilio, originale realtà presieduta da Maria Elena Curzio che ha lo scopo di tenere in vita e divulgare la tradizione regionale culinaria. Allo stesso tempo, non si dimenticano le tendenze e le esigenze di tutti i consumatori e in questa edizione grande curiosità ha suscitato il mondo del gluten free, rappresentato e spiegato dall’associazione italiana celiachia, non solo come un tema di tendenza ma capace di  si coniugarsi al rispetto dei sapori e della tradizione.

Il Salone internazionale dell’enogastronomia, unico appuntamento siciliano come vetrina delle produzioni territoriali, è stato animato anche da incontri, dibattiti, master class che hanno illustrato le più innovate tendenze del settore; non sono mancati gli incontri commerciali per promuovere il business anche a livello internazionale. Presente, a tal proposito, la delegazione argentina e i rappresentanti della piattaforma commerciale web che fa base in Inghilterra. Ovviamente, a far da padrone le impaccabili produzioni siciliani portatrici di bontà e di storie diverse, tutte interessanti seppur diverse fra loro; che parlano di giovani donne imprenditrici che propongono gustosissimi pomodorini essiccati e non disidrati, presentati in vaschette da frigo, capaci di mantenere tutta la loro essenza oppure del rispetto della tradizione del cioccolato di Modica, curato anche nella sua presentazione; le birre artigianali, poi, i prodotti di tonnara e di montagna, l’integrità della pasta lavorata e realizzata come un tempo.

Alessandra Ambra, general founder di tutto il progetto, ha parlato di un’edizione rinnovata, moderna, non un semplice evento fieristico ma un format che presenta il cibo a tutto tondo, nella completezza della sua filiera e che non dimentica il racconto. Perché il cibo è conoscenza e la presenza di Anna Martano, direttrice artistica, nonché fondatrice dell’accademia di gastronomia e gastrosofia, ha dato un contorno narrativo che ha reso speciale l’evento. Parole e sapori è un rapporto che funziona benissimo e che si colloca nel cuore di quelle sinergie collaborative  con gli allievi dell’istituto alberghiero di Giarre, con i produttori, con i giornalisti che rendono Expò Food&Wine esperienza completa.

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Marettimo Jazz Festival, 3° edizione

Tre giorni di musica e grande spettacolo jazz. L’iniziativa, che si realizza con il patrocinio del Comune di Favignana-Isole Egadi e dell’Area Marina Protetta e il sostegno dell’Associazione CSRT “Marettimo”, si avvale della direzione artistica di Alberto Anguzza.

Si comincia oggi alle 17 con Hiera Dixie Project Street Band (che si esibiranno alla stessa ora anche domani e dopodomani), mentre alle 21 suoneranno i Mood Softly. Venerdì 8, sempre alle 21, si esibirà Nicolo Giammarinaro con la sua band. Sabato 9 alle 21.30 sarà la volta di Francesco Buzzurro e del suo gruppo, mentre a seguire toccherà alla Pepor’s Band di Peppe Porcelli.

L’evento avrà un’ulteriore appendice giorno 10, ossia un appuntamento con l’Alba a “Case Romane con la musica di Vincenzo Toscano e il trio “Animeincanto”. L’appuntamento è alle ore 6:30 con Simona Guaiana, soprano; Rosalia Catalano al flauto e Vincenzo Toscano al violoncello. Intanto sarà presentato la sera del 9, alle ore 21,30, in apertura dell’ultima serata del Marettimo Jazz Festival, il video di Emilio Orofino e Milena Catalano dal titolo Hiera.

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WINEUP EXPO 2017, trionfano i sapori del territorio

Carrellata di grandi artisti, le più prestigiose firme del giornalismo enogastronomico, due gare per premiare le eccellenze, imprenditori vitivinicoli storici ed emergenti, 4 suggestive cantine come location di aggregazione e confronto, pezzi unici a quattro ruote. Con questi elementi Wineup expò cala il sipario su Marsala e tira il bilancio della quattro giorni che ha trasformato la città nella capitale del gusto.

Un programma ricco di iniziative che ha visto il suo quartier generale nella centralissima Piazza della Vittoria. Qui è stato possibile visitare le venti aziende che hanno creduto nel progetto di promozione organizzato dalla Sicilia Pro Events e degustare le produzioni enologiche. In prima linea le storiche cantine Florio che insieme a Fina, Mozia e De Bartoli hanno ospitato, anche, le cene per il concorso gastronomico “La Medusa”. A far conoscere i propri prodotti ai visitatori sono state: cantina Petrosino, Anabasis, Baglio Aimone, Alcesti, Arini, Mannirà Bio, Mandirà, Solidea, Intorcia, Galfano, Centonze, Musita, Colomba Bianca, Vallovin, Viteadovest, Murana. Le loro etichette sono state degustate dai critici enologici nell’ambito del 1° Grand Prix Venere Callipigia, coordinato dall’enologo Luciano Parrinello, presieduto da Valentino Bega, enogastronomo esperto in turismo enogastronomico e marketing territoriale, nei locali del museo della Nave Punica, che ha visto la collaborazione del direttore Luigi Biondo. Wineup ha rappresentato occasione di incontro fra le due realtà enologiche più importanti della Sicilia, come il territorio trapanese e quello catanese, con la presenza di Roberto Raciti, ambasciatore dei vini dell’Etna Doc, e Giovanni Conti, direttore dell’enoteca regionale di Castiglione di Sicilia.

Wineup expò ha rappresentato un ulteriore scoperta del territorio e delle innovazioni dell’agroalimentare per i giornalisti presenti che hanno partecipato ad un informale confronto, alla presenza di Antonio Parrinello ex funzionario dell’assessorato regionale all’agricoltura, e che hanno raccontato l’evento sul palco nel preserale talk show condotto da Antonella Lusseri, che ha aperto le serate di spettacolo che ha visto il momento clou con il concerto dei Dire Straits Legacy, con la comicità di Claudio Batta ed Ernesto Maria Ponte e la musica dei Candymen, di Antonio Licari, di Gabriele di Pietra, uno dei dieci liutisti italiani più accreditati.

La giornata conclusiva di domenica è stata dedicata al mondo dei motori e delle Classic Cars con il Race in Sicily, con i test Drive, organizzati in collaborazione con lo sponsor MAF di Arturo Farina, sulla sicurezza stradale e sul controllo della trazione; con l’esibizione dei pulcini del “Russo Racing Team” di Campobello. Spazio anche alla disabilità con Pilota campione Siciliano Giuseppe Giubaldo che ha coordinato il progetto di motor terapy. La giornata ha visto anche l’esibizione con un drappello di circa 25 motociclette che hanno fatto la storia partendo da moto degli anni 40 e 50 per finire con alcune selezionate moto degli anni 60. Emozionante il rombo dei motori dell’auto di Marco De Bartoli, per celebrare il 2° memorial in suo onore.

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Galà delle auto storiche in Sicilia

Hanno fatto tappa a Marsala le 230 vetture d’epoca partecipanti al XXVII Giro di Sicilia, che fa vivere la passione per i motori ricordando Vincenzo Florio.

Riscoprono e promuovono la Sicilia araba – normanna attraversando i luoghi e paesaggi più suggestivi, a bordo di vere e proprie rarità del mondo automobilistico. Sono i partecipanti della 27° edizione del Giro di Sicilia, che si è disputato il primo week end di giugno, regalando a tutte le città che ha attraversato uno spettacolo da favola, con 233 fra le più belle auto d’epoca, provenienti da tutto il mondo.

Una gara ricca di storia che ha visto partecipare equipaggi esteri, provenienti da Argentina, Grecia, Sudafrica, Canada, Giappone, Stati Uniti e da diversi paesi europei. Fra le vetture in passerella figurano le “classiche” dagli anni 20 ai 60, che portano la firma di Austin Healy, Bugatti, Corvette, Ford Mustang, Mercedes, Porsche, Jaguar, Lancia Aurelia, Flaminia, Triumph Volkswagen, ma anche i bolidi del cavallino rampante, grazie alla collaborazione del club Ferrari e del presidente nazionale Vincenzo Gibiino, membro del comitato d’onore. Quasi cento anni di storia, interrotti soltanto da eventi eclatanti come le guerre o le crisi economiche, per l’evento automobilistico che sul panorama nazionale si colloca terzo dopo la Millemiglia e il Premio Nuvolari.

Dai 964 km della prima edizione del 1912, disputata sul circuito delle Madonie, nata come Targa Florio, voluta dall’ecclettico imprenditore Vincenzo, pioniere dell’automobilismo sportivo in Sicilia, si è mantenuto l’intento promozionale che è quello di far conoscere l’itinerario arabo normanno su quattro ruote. Vetrina per l’artigianato motorista e per i maghi del carburatore, ha visto fra i suoi partecipanti i grandi nomi di Tazio Nuvolari, Juan Manuel Fangio, i fratelli Marzotto. Oggi spicca la quota rosa che vede le donne appassionate al volante, fra cui Laura Ciarallo di Mediaset, Savina Covaloni di Nuvolari, la famiglia Bugatti e la stessa donna Costanza Afan De Rivera Costaguiti, nipote di Vincenzo Florio.

La regia organizzativa è a cura del Veteran Car Club Panormus, associazione nata nel 1974 per volontà di alcuni appassionati possessori e cultori di auto d’epoca. Antonino Auccello, Giacomo Bongiorno, Antonino Panepinto, Gaetano Di Giovanni, componenti del comitato direttivo da sei anni, hanno ripreso il progetto della manifestazione, incrementando in ogni successiva manifestazione il numero dei partecipanti.

La prima giornata ha visto le auto partire da Palermo e raggiungere Marsala, passando per Monreale, Borgetto, Partinico, Alcamo, Castellammare del Golfo e Segesta. Tappa obbligata che ha dato inizio al giro con un brindisi al Marsala, accompagnato dai biscotti tipici alle mandorle, nella suggestiva cornice di Porta Garibaldi. La seconda giornata ha raggiunto Piazza Armerina, toccando Mazara, Campobello, Sambuca, Sciacca, Porto Empedocle, Agrigento. La terza giornata ha attraversato l’Etna e il territorio di Catania. L’ultima giornata ha interessato Enna, per far rientro a Palermo. La festa di accoglienza nelle varie tappe delle città siciliane è fra i momenti più belli dell’evento. A Nicosia l’intera piazza del Municipio è stata trasformata in un accogliente salotto, grazie all’impegno dell’Associazione Veicoli Storici”. La città ha anche riproposto l’assegnazione della Targa La Motta, intitolata a Stefano La Motta che nel 1951 perse la vita correndo il Giro di Sicilia. La targa è andata al veicolo del duo italo-russo Tenconi – Lepetukhina per il grandissimo valore storico del veicolo: una Osca MT4 Sport 1100.

Campofelice di Roccella è stata la location scelta per la premiazione che ha visto chiudere i battenti del 27° Giro di Sicilia con la vittoria dell’equipaggio Aghem-Conti su Bmw 328 Roadster del 1939, la coppia di coniugi torinesi che vincono per la quarta volta. Secondo classificato è Salvatore Mustazza, presidente del Club Sartarelli di Trapani, in parità con la coppia Catalano – Vario su Fiat 1100/103 del 1954; terzo classificato il duo argentino Castro – Salse su Fiat 1400 del 1950.

 

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Presentazione del libro di Don Alessandro Palermo

“La Chiesa Mediale. Sfide, strutture, prassi per la comunicazione digitale” è la prima opera letteraria di Don Alessandro Palermo, giovane sacerdote, attuale parroco in Chiesa San Matteo. A presentare il libro, edizioni Paoline 2017, don Ivan Maffeis, Direttore dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali e Portavoce della Conferenza Episcopale Italiana, affiancato dal Sindaco Alberto Di Girolamo e di Padre Giuseppe Ponte, arciprete di Marsala.

“La Chiesa Mediale. Sfide, strutture, prassi per la comunicazione digitale” si pone l’obiettivo di mostrare quanto oggi sia diventato necessario, per la comunicazione della Chiesa, rendersi presente e operante nello scenario dei social media. Questo volume, destinato agli addetti ai lavori, si rivolge anche a quanti credono che la comunicazione sia essenza stessa della vita, opportunità di condivisione e ascolto appassionato

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Il grano siciliano: l’oro dell’agroalimentare che non ha prezzo

Un invito ad avere maggiore consapevolezza del cibo che si consuma, è quello che è emerso dalla tavola rotonda che si è tenuta a Catenanuova, in occasione dell’11° edizione della Sagra del Grano e del Pane.

Un ricco programma di iniziative, convegni, cortei, esibizioni, che hanno portato indietro nel tempo alla riscoperta dei valori dell’antica civiltà contadina. L’obiettivo centrato, anche in questa edizione, è stato quello di raccontare la storia e l’attualità di un territorio vocato alla coltivazione del grano.
L’evento che si è tenuto in provincia di Enna, è stata la parte positiva di un momento di forte criticità che sta investendo il settore. Non si poteva ignorare la necessità di una riflessione sugli aspetti commerciali e produttivi del grano che ha visto la partecipazione di imprenditori, produttori e autorità civili.
A raccontare la Sicilia del grano a Catenanuova, sono state coloro i quali hanno contributo a rendere questa regione la prima produttrice in Europa di grano duro, destinato alla pasta. E portano la firma di un ricercatore siciliano le due varietà oggi maggiormente coltivate in Italia: Core e Simeto. Quella del professor Calcagno, collaboratore di Pro.SE.Me; l’esperienza del pastificio CERERE; l’impegno di Anna Martano, prefetto Aigs, che ha intonato l’antico canto degli agricoltori per invocare la pioggia, in virtù di una relazione straordinaria con la natura. Bisogna, pertanto, mantenere la consapevolezza delle potenzialità di un’isola con le caratteristiche di un continente che però non riesce a soddisfare il proprio fabbisogno alimentare, nonostante la grande produzione, e preferisce comprare altrove la materia prima.
L’attenzione nella scelta degli alimenti deve esserci quando si va a fare la spesa ma anche quando ci si siede al ristorante, dove, spesso, l’aspetto più interessante è il condimento e non il tipo di pasta da mangiare, seppur l’offerta culinaria siciliana si caratterizza per una grande varietà. Bisogna partire dalla base, ovvero dalla produzione e dalla consapevolezza della qualità di un prodotto. È bene, quindi, leggere sempre l’etichetta. Promuovere un acquisto e un consumo consapevole dei prodotti regionali è possibile con il supporto di una campagna di comunicazione, utile ad educare al gusto. La tutela di una produzione agroalimentare eccellente può avvenire a piccoli passi, dove ognuno contribuisce ad alzare il livello di attenzione al fine di non consentire l’ingresso di prodotti pericolosi per la salute. La conoscenza è lo strumento migliore per avviare una lotta di tutela ai prodotti locali; a ciò deve aggiungersi l’attenzione ai processi di trasformazione per poter potenziare la produzione. La Sicilia è terra di eccellenza e vanta una biodiversità unica al mondo; con 17 Dop, 13 Igp, 294 Pat, le preparazioni agroalimentari territoriali. Dati che rimarcano l’evidente potenzialità di ricchezza troppe volte sopraffatta dalla mancanza di una cooperazione.
Un quadro produttivo di forte potenzialità che può contare sull’aiuto delle politiche agricole e degli strumenti illustrati dall’intervento del sottosegretario di Stato del Mipaaf, Giuseppe Castiglione. Il nuovo piano cerealicolo prevede un fondo di 10 milioni di euro; Il 40% delle risorse delle politiche europee sono destinate alla politica agricola comune. Sono dati che esprimono la fiducia verso il settore con tutte le ricadute economiche che ne conseguono. Ma bisogna aggiungere un valore in più come quello dell’aggregazione commerciale per presentarsi sul mercato; la conoscenza delle tecniche agricole; la stabilizzazione dei prezzi a partire dalla filiera; il coinvolgimento delle nuove generazioni.
La Sagra del Grano di Catenanuova ha unito momenti di dibattito e riflessione ad esibizioni, cortei, dimostrazioni per compiere un salto nel passato, nella ricca storia siciliana che si è concretizzato nel menù proposto dallo chef Peppe Agliano, prefetto della cucina innovativa, tradizionale e storica della Sicilia, che ha preparato il piatto Shapò di Castrogiovanni, tipico della dominazione spagnola fatto con salsa, ragù di maiale, cacao amaro, valorizzando sapori locali a km0.

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“…DI FONDERCI INSIEME GIA’ L’ORA SUONO’…”

Si è concluso a Marsala, il progetto “Di fonderci insieme già l’ora suonò”, realizzato dal Centro socio-riabilitativo per disabili insieme al 6° Reggimento Bersaglieri di Trapani, è stata la serata-evento di sabato, alla presenza di circa 500 persone. Un incontro tra mondi apparentemente lontani ma che si sono uniti nel segno della musica, dell’amore per la nostra Patria e dell’arte. Tutto questo è stato possibile grazie all’evento organizzato dal Consorzio Siciliano di Riabilitazione-Aias, svoltosi la sera di sabato 23 luglio a conclusione del progetto di laboratorio musicale avviato nel Centro socio-riabilitativo per disabili in occasione del 70° anniversario della Repubblica Italiana.
Si sono concluse così le due settimane di attività che hanno visto la partecipazione dei disabili assistiti dal centro Csr-Aias di Marsala al percorso musicale di avvicinamento ai valori della Nazione e di attaccamento alla Patria. Il centro “Kikki Lo Trovato” è stato il luogo di incontro fra loro e chi fa di questi valori la regola di vita quotidiana, ovvero i Bersaglieri. Per celebrare, infatti, il traguardo raggiunto, a conclusione del progetto intitolato “Di fonderci insieme già l’ora suonò”, è stata organizzata una manifestazione serale che ha visto l’esibizione della Fanfara del 6° Reggimento Bersaglieri di Trapani; i ventuno elementi diretti dal sergente Giuseppe Blunda hanno tenuto un concerto dei più famosi e tradizionali brani del corpo militare.
Ad aprire l’esibizione di sabato sera è stato un coinvolgente alzabandiera con l’inno di Mameli cantato dai ragazzi del Csr-Aias. Il centro di contrada San Silvestro, per l’occasione e come accade spesso per eventi e manifestazioni pubbliche, ha aperto le sue porte alla cittadinanza accogliendo più di cinquecento persone. A fare gli onori di casa è stato Francesco Lo Trovato, direttore generale del Csr, che ha parlato delle attività di tutti i 19 centri Csr operanti in Sicilia e dei più recenti e innovativi progetti che riguardano il villaggio vacanze senza barriere “Kikki Village” a Modica (Rg) e il centro Dopo di Noi “Casa di Alice” in provincia di Catania che accoglie i disabili rimasti soli. Insieme alla conduttrice Antonella Lusseri, Lo Trovato ha accolto il saluto del colonnello Agostino Piccirillo che ha sottolineato l’importanza della collaborazione fra soggetti operanti in settori diversi come occasione di arricchimento professionale e personale. Alla manifestazione ha presenziato anche il vescovo della Diocesi di Mazara del Vallo, Monsignor Domenico Mogavero, che ha rimarcato l’importanza della felicità nelle cose semplici che spesso diamo per scontate. Ed è stato questo il messaggio che ha aperto la serata con l’intervento degli animatori dell’associazione Lisola Onlus insieme ai ragazzi disabili del centro che hanno recitato la poesia “la Felicità”.
La serata è proseguita con la Fiera dell’artigianato dei manufatti realizzati nel corso delle varie attività laboratoriali dagli Assistiti che frequentano i Centri Csr-Aias della provincia di Trapani: i ragazzi sono anche impegnati nel progetto delle “Bomboniere solidali” creando oggetti su commissione, in occasione di battesimi, matrimoni, lauree e lieti eventi. La Fiera ha rappresentato una tappa del percorso di integrazione con il territorio grazie alla gratificazione per l’apprezzamento riscosso da parte dei visitatori, ma anche per il ricavato che ogni Assistito ha guadagnato, apprezzando maggiormente il valore del lavoro svolto.

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Marettimo Expo

Una macchia di natura incontaminata nel mezzo del Mediterraneo. Marettimo, la più lontana delle isole Egadi, si presentata come un massiccio montuoso, di natura carsica, che si innnalza dal mare con ripide pareti per oltre 700 metri. È una visione paradisiaca quella che si può osservare da pizzo Falcone, raggiungibile attraverso un sentiero, lungo il quale splende il patrimonio botanico di Marettimo dove è diffusissimo il timo, pianta da cui potrebbe derivare il nome dell’isola….
In antichità Marettimo era Hiera, l’isola sacra. Ancora oggi resta evidente traccia dei popoli che hanno vissuto sull’isola, come i ritrovamenti di arnesi preistorici, le incisioni medioevali sulle pareti della grotta marina della Pipa e le case romane quale presidio militare del 150 avanti cristo…..
Un importantissimo patrimonio storico, culturale, paesaggistico tutto da scoprire che si arricchisce di una tradizione gastromica di grande qualità. Perchè i marettimari sono portatori sani dell’integrità dell’isola…questo è uno degli aspetti più affascinanti per tutti i visitatori che invadono l’isola soprattutto nella bella stagione per poter conoscere il mondo sommerso dei suoi fondali. Il diving, infatti, è una delle attività maggiormente richieste. Il viaggio lungo le coste di Marettimo e l’immersione nel suo mare di storia, rappresenta una suggestiva avventura che permette di scoprire le grotte e ammirare le scogliere sommerse della riserva marina protetta, con un habitat marino popolato da una fauna acquatica unica al mondo …..
Con i suoi naturali elementi attrattivi, in occasione di Expò 2015, Marettimo ha colto l’occasione per presentarsi in uno scenario internazionale e promuovere i suoi punti di forza quali energie per il pianeta…. Qui dove la terra regala la sua migliore espressione in termini di natura, la comunità isolana ha salutato la grande esposizione universale nel corso di una diretta dal territorio avvenuta ad un mese dal suo inizio. Tavola imbandita e tutta la gente raccolta nella centralissima piazza Umberto ha rappresentanto il migliore modo di presentarsi al mondo intero. A parlare dell’essenza di Marettimo è stato chi vive l’isola sempre e si impegna quotidianamente a renderla perfetta. I pescatori, gli appassionati, le donne e i bambini che frequentano l’unica scuola paritaria presente, gli anziani con i loro emozionanti racconti…e poi la musica che ha coinvolto tutta la comunità isolana…
Ad affascinare di Marettimo sono miti e leggende, la sua storia, le imprese lavorative di un piccolo gruppo di migranti che, trasferitosi in California a Monterey, riuscì a contraddistinguersi nell’attività di pesca e che,ancora, oggi conserva un solido rapporto con la sua terra di origine.
L’essenza di Marettimo è la vita di tutti i giorni, quella dei pescatori che, sfidano mare e intemperie, per raccogliere il meglio di ciò che il mare offre, la genuità dei suoi sapori nel rispetto dell’ambiente circostante.
L’essenza di Marettimo sono i sentieri naturali, mantenuti integri grazie al minuzioso lavoro delle guardie forestali, attraversando i quali si scoprono meraviglie vegetative e si fanno incontri surreali..
Questa è Marettimo, isola di sole, mare, vento e di terra. Che guarda da lontano il fervore della vita cittadina. L’antica isola sacra di Hiera, si cala all’interno dei ritmi frenetici di expò di Milano, a due giorni dalla sua chiusura. In occasione di una serata nel corso della quale offre una sintesi di se stessa, e lo fa con la musica delle sorelle Prestigiacomo e dei Calandra e Calandra, che hanno unito la loro arte al contesto incontaminato di Marettimo; con l’arte culinaria e oratoria del cuciniere Peppe Giuffrè che ha sfruttato al meglio l’omaggio di erbe fresche isolane fatto da Vito Vaccaro, inebriando di profumi e sapori il pubblico presente.
Il cuore di Marettimo batte grazie ai suoi amministratori, il sindaco Peppe Pagoto e il vice Enzo Bevilacqua che trovano soluzioni alle esigenze degli isolani e progettano con determinazione le iniziative mirate alle isole Egadi; grazie a chi vive le isole 365 giorni l’anno; grazie ai nuovi soggetti, come gac e area marina protetta, che tutelano la conservazione di una parte di mondo unico