Lasciare scorrere, mentre la natura fa il suo percorso

Quaresima obbligata per tutti, in attesa di questa Pasqua 2020 che sarà di certo indimenticabile. Tra sconcerto e preoccupazione questo primo mese impensabile è passato. Ce l’abbiamo fatta; e allo stesso modo passeremo il prossimo, facendo degli obblighi comportamentali la nostra quotidianità, ormai stravolta. I 40 giorni prima della Pasqua sono giorni di dura prova come quelli di Gesù che attraversa il deserto e viene tentato. E ce la fa ad andare avanti verso il suo destino, nonostante sia consapevole che il peggio per lui deve ancora arrivare. Lo fa per una “causa che sta al di sopra di ogni sofferenza”. Sopporta ingiustizie, viene privato della libertà e non ha colpe. Se riflettiamo e ci immedesimiamo, capiamo che in fondo il nostro percorso di vita non è così diverso. E in questo dobbiamo trovare la risposta alle nostre inquietudini: LASCIARE SCORRERE.

Intanto, è divertente vedere come stiamo tutelando la nostra salute, scoprendo ironicamente abilità che non pensavamo: cantiamo, recitiamo, scriviamo, cuciniamo, creiamo, giochiamo, ci teniamo in forma, ci osserviamo. Abbiamo capito la forza di una parola detta a voce e ci manca il contatto umano che avevamo sostituito con una chat. E, intanto, che da casa aspettiamo il prossimo caffè al bar in compagnia, c’è una natura che miracolosamente aggredisce lo spazio che un tempo era suo. Perché la natura va avanti sempre. Lo vediamo da quel tramonto che, ogni anno in questo periodo, fotografiamo mentre ci regala uno spettacolo di colori; lo vediamo in quell’isola a noi vicina, Pantelleria, dove la natura fa il suo percorso e sfida sole, vento, il mare; lo vediamo nella forza di una mamma che partorisce, che mette a parte ogni preoccupazione, inutile a quella “causa che sta al di sopra di ogni sofferenza”. Donne. Accanto a loro chi le conforta, le aiuta e le supporta nel più grande miracolo che è la vita!

bacio

IL BACIO E’ … PANTELLERIA

Le tipicità enogastronomiche di un territorio sono un viaggio nel viaggio, un’esperienza a sé che, spesso, ci portano nel cuore della cultura e delle tradizioni. Pantelleria in tal senso si traduce in chili più perché lì il buono sa di più buono; gusto, qualità, unicità esistono in qualsiasi elemento commestibile e non. Difficile da raccontare e le firme sugli articoli non si contano più; ognuno propone a modo suo quell’invito che è “Visitate l’isola”. Fra i sapori panteschi ce n’è uno che spicca fra tutti, inimitabile, poco geniale ma assolutamente UNICO: il bacio pantesco. Mai parola fu più usata e conosciuta; il bacio è bacio con una sonorità piena, completa, armoniosa. A Pantelleria sono riusciti a compiere la sua perfetta materializzazione in quel dolce che a fine pasto non manca mai: due fiori di pasta croccante tenuti insieme da un cremoso cuore di ricotta. Assaggiarlo è come dare un morso a Pantelleria e gustare la sua vera essenza grazie ad un sapore che è sintesi delle voci della gente, dei loro racconti, del loro straordinario e caloroso modo di accoglierti, di quella natura integra nei colori e nelle forme. La fragranza in quelle cialde è tale solo per le caratteristiche ambientali intorno, che la caricano di sentori agrumi, in una compattezza che ricorda la corteccia degli alberi della montagna. Appaga tanto quanto un bacio appassionato, quello che ti crea “dipendenza” di emozioni e di gusto. E’ incredibile come un prodotto possa essere la perfetta espressione di una terra. Provate e portare via le cialde e a farcirle con la ricotta della migliore pasticceria della vostra città … quello non sarà mai più un bacio pantesco.

nocciola

La Sicilia della nocciola

Per avere contezza del terzo posto siciliano, a livello nazionale, nella produzione di nocciole dobbiamo muoverci nella zona dei Nebrodi in provincia di Messina, passando per Tortorici. A partire da un livello di 700 mt dal mare, il noccioleto si allarga come coltura principale e diventa prodotto tipico di qualità. Parte la scommessa fra i produttori del luogo e, soprattutto, per quelle nuove generazioni costrette a scegliere se portare avanti l’azienda di famiglia o seguire tendenza più moderne. C’è chi ha scelto entrambi, aggiungendo quell’elemento che fa sempre la differenza: il tocco femminile. A Carla piace vedersi come il frutto del nocciolo; la crisi agricola non ha di certo messo in crisi lei e la sorella che, prendendo in mano la conduzione dell’azienda, hanno deciso di chiudere la filiera arrivando al consumatore finale con un prodotto completo. E a coronare questa sfida è stato l’incontro con un’altra fautrice delle tradizioni siciliane: Isabella Catalano, lei si occupa della parte dolce, ed è pastry chef de La Bottega Reale di Tortorici, che realizza una linea di prodotti in cui le nocciole dei monti dei Nebrodi sono l’ingrediente principale. Scopriamo così la Sicilia della nocciola, prediletta da un pubblico di nicchia che sa e conosce le peculiarità di un prodotto che nella sinergia di questa esperienza viene arricchito da quella passione al femminile che rappresenta un vero e proprio marchio di qualità.

prefetto

Firmato il protocollo per la tutela delle vittime di violenza

Oggi in provincia di Trapani esiste un protocollo che è la mappa di tutti i passaggi che si devono fare per gestire i casi di violenza. È un documento che coinvolge carabinieri, polizia, tribunale, avvocati, medici, associazioni. Regole da seguire per gestire al meglio ogni caso e dare aiuto a chi ne ha bisogno. In prima linea le città di Marsala e di Valderice e l’augurio che il protocollo venga esteso anche agli altri comuni.

Un passo avanti nella tutela delle vittime di violenza che parte dalla mia città. Mi sono chiesta mille volte perché io abbia dovuto attraversare esperienze fortissime; cercavo una corrispondenza fra ciò che mi capitava e quello che stavo diventando. Ad un certo punto ho lasciato il timone a chi mi era accanto e mi sono lasciata trasportare … piano piano tutto diventava chiaro: ho accettato le ingiustizie ma non ho mollato; ho sopportato l’amaro delle delusioni; ho cercato un’altra strada ma non ho mai cambiato destinazione.

Lasciare scorrere le cose e far fare tutto al destino perché in fondo il nostro percorso è già tracciato. C’è sempre un senso a ciò che accade, che non comprendiamo subito. Ci disperiamo per ciò che non va come vorremmo, ma in fondo chi ci dice che è la cosa giusta? Non lo sappiamo se all’uscita dei labirinti in cui ci porta la vita alla fine troviamo la gratificazione maggiore. Oggi io lo scrivo perché l’ho vissuto; perché porto la testimonianza che dal peggio si può trarre il meglio e trovare la forza per reinventarsi. Se non avessi vissuto un grande disagio non mi sarei mai resa conto di cosa potevano aver bisogno molte donne. Mi chiedevo come poter fare qualcosa di concreto e poi ho capito che stava tutto li, in quello che io faccio ogni giorno: COMUNICARE. E’ importante parlare, lasciarsi andare, cogliere anche solo un sorriso e una pacca sulla spalla da chi ci sta intorno … ma mai chiudersi e isolarsi.

Oggi non nascondo più le mie lacrime alle forti emozioni quelle che tornano quando nella mia mente ripercorro i passaggi fatti: c’è un presidente del consiglio che cita il mio nome, mi incoraggia, che mi premia; c’è un prefetto che esce dal suo ruolo e fa crollare i muri istituzionali, mi regala una delle più belle amicizie che potessi trovare; allo stesso modo il mio tenente; c’è la mia città presente, la mia gente pronta a sostenermi e a condividere; la famiglia di origine e quella allargata fatta di un voler bene incondizionato; c’è lui così diverso ma capace di annullare tutti i miei schemi e farmi sentire vera e fragile, senza vergogna, perché noi donne troppo spesso indossiamo corazze pesanti che ci fanno solo affondare… non dobbiamo vincere per forza tutte le battaglie, basta viverle, essere noi stesse e lasciarci trasportare …

Pesce spada al vapore

A tavola senza pagelle … con i ristoratori di domani

Si dice che la migliore esperienza è quella che viene dalla strada, per non parlare di quella che viene invece da dietro i fornelli, nelle cucine dei ristoranti e in sala, a contatto con i clienti. Quale migliore formazione per i ristoratori di domani? L’Istituto Abele Damiani di Marsala spicca per questa particolare predisposizione alla pratica; volontà del dirigente scolastico Domenico Pocorobba e del corpo docenti che negli ultimi anni ha spinto gli studenti ad importanti confronti al di fuori delle aule scolastiche. Non solo. Da qualche tempo va avanti quello che è stato un esperimento ben riuscito: il ristorante didattico della scuola, animato dagli studenti sotto l’attenta regia di chef Paolo Austero e i suoi collaboratori. La proposta di menù è una valorizzazione della tradizione gastronomica siciliana, con ingredienti naturali del territorio e prodotti che nascono dai campi della scuola “podere Badia”: vino e olio fra tutti. Il progetto può essere considerato un gioco di creatività con i grani antichi, con gli ortaggi di stagione, con il pescato locale; aperto a tutti, su prenotazione tramite l’infopoint della scuola, permette di calarsi in una originale realtà culinaria…senza giudizi!

 

Vastedda piastrata e salumi

Parola d’ordine: curiosità … nicchia e km0

Metti una sera a cena con la voglia sfiziosa di solleticare il palato… Metti un angolo riservato nel cuore della città gialla, raccolto e accogliente … Scegli un portata che si differenzia dall’offerta commerciale e che presenta la nicchia produttiva più esclusiva che da Castellammare del Golfo si allunga fino a Contessa Entellina. Enrico Bagnasco con il suo TwoNine targa fuoco offre la sua curiosità per i prodotti locali che personalmente va a ricercare nei territori del trapanese: dai Salumi Artigianali della Valle del Belice, al Prosciuto Amatriciano IGP di Accumuli e i Formaggi Artigianali di Contessa Entellina. Da provare la Vasteddra piastrata che si accompagna al tagliere. Punto forte la proposta di carni a km0 che esplode nella morbidezza della loro consistenza grazie ad una delicatissima cottura piastrata al forno. La scelta della materia prima, segue il “criterio dell’occhio”; provare per credere e il suo racconto sui maialini di colore rosa allevati nelle piccole fattorie locali è più che convincente. Una scelta fra i contorni proposti non può che essere il matarocco! Sul beveraggio si spazia dalle produzioni enologiche siciliane ad una vasta scelta di birre artigianali, altra grande passione di Enrico che sperimenta e si mette in gioco forte di un’instancabile ricerca alla qualità.

 

 

 

 

malika

PENSANDO MALIKA AYANE: LA VOGLIA DI FARE SUFFICIENTE PER LE GRANDI INIZIATIVE

https://www.youtube.com/watch?v=XVPCjaMpvdw&t=11s

Appuntamento con effetto sorpresa alle Cantine Florio di Marsala dove un pubblico di circa 500 persone ha colto l’opportunità di ammirare da vicino e ascoltare la straordinaria voce di una delle artiste nazionali più acclamate. Inconsueta la presenza di Malika Ayane in un breve live di mezz’ora, in occasione del firma copie, organizzato da un’amica, dopo le tappe siciliane del suo concerto a Messina e Palermo. Per intenderci, ha fatto un’eccezione e si è spostata a Marsala per rinnovare un affetto che la unisce a Rossella Di Giovanni, organizzatrice dell’evento, e per estendere la sua simpatia a quella parte di territorio che ricorda con nostalgia la musica di qualità. Un pomeriggio, intimo, raccolto ed esclusivo, per ricordare che Marsala ha un buon seguito e una grande passione per la buona musica, ha curiosità e risponde con viva partecipazione, Malika rompe il ghiaccio con una canzone del suo nuovo album “Domino”, si presta ad una breve intervista e, poi, abbraccia il pubblico con la sua straordinaria semplicità, con la sua vibrante voce, gioca e improvvisa scherzosamente con i suoi fans. Spiegare questo momento non è semplice; non è stato un concerto, non è stato un convegno, nella sua fattispecie potrebbe non essere più replicabile perché un firma copie non prevede così tanta partecipazione. “È stato un momento di incontro con una grande artista, sfruttando la tendenza del momento di voler creare un contatto diretto col pubblico” – ha affermato Rossella Di Giovanni, che ci tiene a sottolineare la semplicità nell’organizzare il tutto, con un buona dose di volontà e voglia di fare. “Non è una mia prerogativa esclusiva, conosco tante persone che come me hanno la capacità di mettersi in gioco per offrire qualcosa di bello a questa città. Auspico davvero maggiore supporto alle iniziative di tutti quei privati che hanno voglia di fare; incoraggiarci non può che essere un virtuoso tornaconto per tutti”. È una bella lezione quella che viene da una donna che si è mossa nel settore degli eventi con “la notte rosa a Castelnuovo” (RE), il MarsalaWine e i percorsi enogastronomici con Simona Ranieri e Adua Villa e che vedremo in prima fila con il prossimo appuntamento al teatro Impero con lo spettacolo di Teo Mammuccari martedì 26 febbraio.

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IL COUS COUS CHE … HA SAPORE DI MAMMA

La sfida generazionale è sempre in agguato soprattutto ai fornelli. Noi, leve classe 81 ci portiamo dietro l’onere di trasmissione di quel patrimonio culinario che usciva dalle cucine di nonna e mamma, ma forse il tempo non è stato sufficiente a permetterci di acquisire la sacralità della maestranza. Abbiamo aperto la via dell’università lontano da casa, del rimpatrio ogni tre mesi, della carriera ad ogni costo, del lavoro all’estero e ci siamo persi la padronanza della tradizione. Oggi abbiamo una responsabilità, non solo a tavola ma di vera fede: quella dell’INCOCCIATA … perché il cous cous, quello originale, vuole il granello di semola corposo, il pallino sparso nel piatto ma senza esagerare, deve essere inzuppato di brodo ma non annegato, e il suo colore … non è forte ma è caldo, ricorda il giallo della nostra città: Marsala. E allora cominciamo a riconoscerlo al palato il vero cous cous fatto in casa. Fra le tantissime proposte della ristorazione in città, il cuos cous alla vecchia maniera è senz’altro quello di Salvatore Abdellali Haythem, titolare della salumeria/gastronomia di Porta Garibaldi … una piccola ricerca in fondo a destra nel banco, superata la tentazione di formaggi e salumi, ci porta a quel sapore di mare e spezie. L’ingrediente segreto? Zuppa a base di pesce vopo e passione siculo – tunisina.

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Natura, passione e … Gorghi Tondi

Condividere i percorsi e scoprirsi a vicenda, anche quando le cose ci appaiono scontate. Ritrovare una vecchia conoscenza immersa nel suo mondo lavorativo è stata una piacevolissima esperienza di condivisione di una passione, quella per il vino, che ha visto la cantina Gorghi Tondi location di questo momento. Salvatore Lamia, storico agronomo della cantina, accompagna il gruppo nella scoperta di un piccolo gioiello di perfezione tecnica e strutturale, immerso nel cuore di una delle più belle riserve della Sicilia, la Riserva Naturale Integrale del “Lago Preola e Gorghi Tondi”. Una spiegazione essenziale, la sua, del procedimento di lavorazione delle uve e di produzione del vino per assicurare anche ai meno competenti di comprendere. Il nostro tour comincia dall’esterno per ammirare le distese di ettari di vigneto che guardano il mare e procede per la cantina e la bottaia, fino a terminare al momento clou della degustazione. In ogni bottiglia ritroviamo la meraviglia della natura intorno, con vini dai profumi sorprendenti e dal gusto tutto siciliano. Babbio, Palmares, Midor, Rajh, Segreante sono le etichette degustate che hanno arricchito il nostro incontro fatto di confronto e curiosità, terminato con il principe dei passiti: Grillodoro. Un prodotto che nasce dall’attenzione primordiale dell’uomo verso la vigna, in tutte le sue fasi di produzioni. Senza alcun dubbio, Gorghi Tondi è Sicilia in tutta la sua essenza.